Editoriale: i macigni di Baldini. Remare o abbandonare la nave?

Editoriale: i macigni di Baldini. Remare o abbandonare la nave?

Potremmo scrivere di Moro, autore di 7 gol e gioiello puro, potremmo scrivere degli errori difensivi, potremmo scrivere della continuità di risultati del Catania (e lo faremo…) ma ciò che risalta agli occhi, o meglio alle orecchie dopo la gara di Francavilla sono le parole granitiche di mister Baldini. In conferenza stampa il tecnico toscano ha deciso di venire allo scoperto e compattare un gruppo che in un contesto assurdo sta facendo cose importanti. La squadra è viva, la società sembra morta. Questa dicotomia avrebbe distrutto qualunque rosa, non il Catania, che grazie all’orgoglio dei giocatori e alla personalità del tecnico sta remando in una dimensione che, a detta di Baldini, non sarebbe la stessa della società.

Tante volte abbiamo assistito a questi scenari. Proprietà che si sgretola e adesso il momento in cui tecnico e giocatori pensano a se stessi scollegandosi dalla guida del club. Purtroppo il momento è questo e fare finta di niente non è più possibile. Serve un cambiamento, serve chiarezza, serve un miracolo. Per adesso non un miracolo, ma qualcosa di positivo la stiamo vedendo in campo, però al novantesimo minuto la testa vola sempre verso altri problemi.

E’ giusto, però, rendere merito a chi onora i colori del Catania partita dopo partita, e allora parliamo di campo. Difensivamente si evincono ancora i grossi problemi già evidenziati nelle gare precedenti. La squadra è viva, gioca, cerca di creare, ma regala troppe occasioni agli avversari e commette errori spesso evitabili. Sul gol di Delvino gli errori sono molteplici. Claiton che perde la marcatura, la mancata uscita di Sala e la dormita di Ropolo che si stacca colpevolmente dall’autore del gol. Terzo gol subito su palla inattiva e settima partita (su nove) con la porta rossazurra violata. Baldini sta lavorando tanto, ma ancora non ha trovato la quadratura perfette di una fase difensiva che mette spesso in pericolo quanto di buono fatto in avanti.

Bene, invece, il centrocampo che conferma gli aspetti positivi visti contro la Juve Stabia. Tanto passa dalle mezzali con Greco e Rosaia sempre presenti in mezzo al campo e soprattutto con quest’ultimo in costante crescita e ancora una volta tra i migliori dei suoi. La loro corsa e il loro atteggiamento attento in non possesso e propositivo in fase di costruzione hanno aiutato Maldonado che ha offerto probabilmente la migliore prestazione stagionale, sradicando numerosi palloni agli avversari, alzando spesso la pressione e facendosi trovare molto più presente in fase di costruzione. Che la panchina abbia fatto bene? Può essere, sicuramente c’è stata una risposta importante da parte del numero 4 che adesso non dovrà commettere l’errore di ritornare nell’anonimato.

Applausi perchè nonostante tutto il Catania si sta impegnando onorando la maglia, ma non si può andare avanti così.  Le parole del dott. Maugeri hanno lasciato il segno, così come sono state incisive le poche righe de ‘La Sicilia’ in cui è stato riportato il pensiero forte di Nicolosi che, del resto, ha generato reazioni negli altri soci. Le crepe della Sigi stanno diventando sempre più evidenti soprattutto perchè a breve si dovrà decidere definitivamente cosa fare con Torre del Grifo, e si è capito che proprio la gestione del centro sportivo è l’ago della bilancia dei mal di pancia interni alla proprietà etnea. Entro oggi dovranno essere pagati gli stipendi, ma soprattutto si dovrà capire chi avrà più potere in Sigi, se la democrazia o la dittatura, bisognerà capire se chi alza la voce avrà veramente la forza di fare o semplicemente saranno le solite provocazioni per salvare se stessi. Siamo in attesa, davanti al precipizio, e non tocca a noi salvare il Catania.

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