Editoriale: i principi della rivoluzione lucarelliana

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Pubblicato: 09:27 - 28 Ottobre, 2019


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

La rivoluzione Lucarelliana è in pieno sviluppo, ed il percorso intrapreso dal neo tecnico rossazzurro ha messo a referto il secondo mattoncino utile nella costruzione di una serenità e solidità di fondo. Non è arrivata la vittoria, quell’occasione di Mazzarani grida ancora vendetta, ma in compenso è arrivata finalmente una prestazione coriacea, volenterosa, coraggiosa e a tratti spettacolare, e soprattutto è arrivata la quarta partita senza subire gol dopo, con una difesa che non ha commesso errori. Magre consolazioni penserà qualcuno, e sarebbe vero se oggi guadassimo come obiettivo al primo posto, ma diventa una valutazione erronea se si analizza il momento dei rossazzurri e se l’obiettivo da considerare è la solidità.

Tatticamente – La conferma del 3-5-2 sembra essere in questo momento la via giusta perchè in primis garantisce quel tanto ricercato equilibrio. Squadra corta e poi brava ad allungarsi improvvisamente grazie al lavoro intelligente di Di Piazza che a differenza di altre circostanze non ha pensato solo ad attaccare la profondità. Molto più sicura la difesa con il trio Biagianti, Mbende e Silvestri, bravi a dialogare ma anche sempre attenti in in chiusura. La serenità può essere l’arma in più, piano piano e partendo dal basso, passando per una mediana lucida (ottimo Dall’Oglio) e arrivando ad un attacco molto volenteroso ed esplosivo. Unico neo in avanti? E’ necessaria ancora più densità offensiva per vie centrali. Nella ripresa il passaggio al 3-4-3 è stato solamente un lampo, ma la stanchezza ha forse limitato le idee del tecnico.

Insomma in una settimana molto travagliata, dopo l’allontanamento di Camplone, sono comunque arrivati segnali positivi e adesso starà al tecnico e ai giocatori trovare la giusta continuità. Non sarà facile perchè tutto passerà dai risultati, e a conti fatti il Catania ha conquistato solo due punti nelle due gare consecutive al Massimino, ma il fatto che tutto ciò non sia percepito come un problema vuol dire che qualcosa di buono è stato fatto. Adesso sotto con il rebus trasferta, sul campo della Paganese che in casa non ha mai perso conquistando tre vittorie e tre pareggi, ma la rivoluzione non deve fare sconti a nessuno.