Editoriale: Il “sigaro”, parabola rossazzurra. Lucarelli unica “fiamma”

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Pubblicato: 20:51 - 19 Gennaio, 2020


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Con il sigaro in mano. In un pomeriggio di domenica, mentre la città riflette su un’altra settimana da affrontare e un altro lunedì da dribblare. Con il sigaro in mano: il tabacco si consuma, si sa. Il tabacco “brucia” in fretta: il sigaro è il compagno perfetto di tranquillità, oggi e non solo assente. Se lo aspiri sono guai. Se lo fumi troppo rischi di scottarti le dita: ecco, il concetto di “troppo” è così familiare alla situazione del Catania, amici di Catanista, che non si può fare a meno di citarlo. E tra i pensieri che frullano in mente, Pulvirenti in tribuna, presenza che sposa alla perfezione quanto detto del sigaro: il suo tempo alla guida sembra essere finito. Quanto ancora ci si può permettere di fumare il “sigaro”, senza scottarsi? Il “sigaro” è anche attesa, riflessioni: su cosa? Su soluzioni diverse rispetto alla cordata? “Brucia” le emozioni e i dubbi sul futuro, invece, il Massimino ancora lì. Al suo posto. Presente, ma mica tanto.

Perché poi, alla fine, il calcio restituisce sempre il senso rassicurante della rivalsa generale: tema del “toccato il fondo, si può solo risalire”, ma più domanda. “Toccato il fondo, si può risalire? E di quanto?”. Lucarelli passeggia nervosamente ben oltre la sua area tecnica: il sigaro sarebbe servito a lui. Parte con la giacca, poi la toglie. Si rimbocca le maniche: il suo Catania forse gioca meglio, questo dice la partita contro il Potenza, ma sì insomma a tratti sembra crederci solo lui, insieme a qualche giocatore che è o prova a vestire i panni di condottiero. Di risposte concrete poche. Per quelle bisognerà aspettare che il tempo faccia il suo corso: per adesso gli basta sapere che alcune cose solo lì dove dovrebbero essere, mentre per altre, sì, per altre occorre altro lavoro. Si sblocca Curiale, Barisic ha prova a rispondere alle parole di Lucarelli, Biagianti lotta. Ah, ecco: è sua, ma a sue spese, l’immagine e la metafora del momento. Al minuto 86 salta più in altro tra tutti, in barriera, beccando una pallonata in faccia. Brutta storia dover giocare nel frastuono consegnato dal l’eco dei comunicati: e il sigaro in mano “brucia” l’ennesima partita di questa stagione assurda.

“Bruciano” anche i nervi: Lucarelli zittisce più volte la panchina del Potenza, in campo si capisce poco e niente. I minuti di recupero sono una formalità: voler trovare un senso sportivo a questo periodo viene difficile anche a noi che, quotidianamente, proviamo a porvi domande per dare risposte. Attesa: ma di cosa? Il Massimino rinnoverà la sua promessa? Ci sarà ancora? Sarà presente nonostante il presente? O presente con un passato, ma con un futuro che, eccezion fatta per Lucarelli e pochi altri, ha bisogno di generali e condottieri diversi per essere scritto?

Foto Pulvirenti: Marco Iorio