Editoriale: il troppo stroppia

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Pubblicato: 21:36 - 21 Marzo, 2018


Stefano Auteri

Stefano Auteri

RESPONSABILE

Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Troppi difensori? Gol subito; troppi torti arbitrali? Nervosismo alle stelle; troppi punti persi? Primo posto probabilmente sfumato. Amarezza e delusione per un Catania che va ad un soffio dai tre punti in terra pugliese, salvo poi essere riacciuffato al novantesimo minuto dalla rete di Delvino. Colpa dei cambi? Colpa dei singoli? Responsabilità dell’arbitro? Forse sì, forse no ma sta di fatto che il Catania ha buttato al vento per l’ennesima volta il bottino pieno, dimostrando di non avere quella continuità indispensabile per raggiungere il Lecce. Tante occasioni sprecate per portarsi sul 2-0 e come spesso capita nel calcio dal gol sbagliato o dal troppo difensivismo scaturisce la rete avversaria.

Peccato perchè tatticamente Lucarelli aveva azzeccato le mosse, dimostrando un’alta dose di coerenza puntando sul turnover (aspetto da sempre sottolineato da quando siede in panchina) e sul 4-3-3 con Lodi ancora in versione mezzala. Cambio di interpreti dunque, ma non di idee, soprattutto con la conferma di uno degli uomini più in forma fra i rossazzurri: Manneh. Il giovane esterno, schierato per la terza volta consecutiva da titolare, è stato una costante spina nel fianco sulla corsia mancina dimostrando un ottimo feeling con Porcino, quest’ultimo ancora una volta decisivo con l’assist per Barisic.

Peccato, dicevamo perchè la partita dura novanta minuti e nel finale è successo ciò che tutti i tifosi rossazzurri temevano. L’ingresso di Bogdan e la linea a cinque ha indicato una via, quella del difensivismo probabilmente eccessiva. E’ vero, novanta allenatori su cento comandano quel cambio per blindare la zona calda, ma ciò avviene soprattutto quando di fronte c’è una squadra arrembante. Non il Bisceglie del settantesimo. Solo responsabilità del tecnico sul pareggio? No. La marcatura in area di rigore a cinque minuti dal termine non può essere così blanda e come sempre chi scende in campo è il principale responsabile.

Insomma un pareggio che brucia e che forse sancisce la fine della rincorsa al primo posto. Se il Lecce domani sera dovesse centrare il successo contro la Fidelis Andria, probabilmente metterebbe la parola fine ad ogni speranza delle contendenti. Inutile del resto parlare delle decisioni arbitrali, il metro contro il Bisceglie non è stato lo stesso: o nessun rigore o entrambi i rigori da fischiare da una parte e dall’altra. Adesso razionalità e testa al prossimo avversario, non sarà facile, ma in un modo o in un altro dovrà andare così…