Editoriale: il valore della continuità…

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Pubblicato: 22:23 - 23 Ottobre, 2018


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Catania imbattuto e uscito indenne da una partita sicuramente complicata. Striscia positiva che prosegue dunque e che rappresenta il perno fondamentale su cui imbastire i sogni di gloria. Certo qualcuno storcerà il naso per la poca pericolosità offensiva, ma negli ultimi anni la Serie C ha insegnato una lezione abbastanza chiara: puoi giocare bene, ma senza continuità non si arriva in fondo. Lo ha capito sulla propria pelle il Foggia di De Zerbi; ne ha fatto tesoro il Benevento, ed ancor più il Lecce che spesso ha barattato l’imbattibilità con il rischio di essere sconfitto. Sei partite senza perdere e 14 punti in classifica, tutto sommato considerato il tour de force va bene così.

Tatticamente – Duttilità, è questa la parola chiave del Catania, e gran parte di questo concetto passa dalla posizione di Francesco Lodi. Un po’ a sorpresa il tecnico di Venaria ha deciso di optare sin dall’inizio per il 3-5-2, con il numero dieci schierato nel ‘vecchio’ ruolo di play maker, ipotesi concretizzatasi grazie all’utilizzo di Angiulli che rispetto a Bucolo garantisce più inserimento senza palla. Unico neo: come contro il Trapani i primi venti minuti di Angiulli sono stati disastrosi, poi è diventato l’uomo in più. Vabbe, ormai lo sappiamo, tifoso avvisato mezzo salvato.

Un Catania diverso rispetto alle ultime uscite, dunque, che ha fatto sfogare l’avversario ad inizio partita per poi puntare sul lavoro ai fianchi. Merito anche del Monopoli che ha spesso superato il centrocampo col lancio lungo e lavorato sulle seconde palle, ma con lo scorrere del cronometro il centrocampo etneo ha fatto valere la superiorità numerica centrale sfruttando la pericolosità al tiro di Angiulli. Nella ripresa l’equilibrio e la voglia di non perdere ha fatto la differenza.

Altro mattoncino del campionato che viene posizionato da Silvestri e compagni in quel muro di fiducia che deve garantire solidità mentale e intimorire gli avversari. Aumenta la consapevolezza, cresce il morale, migliora ulteriormente la classifica. Adesso testa ai prossimi impegni, con i rossazzurri che aspettano di capire quale sarà il futuro della Viterbese e ragionare per gradi, senza voli pindarici e con la ricerca del perfetto equilibrio tra umiltà e consapevolezza.