Editoriale: Mancata reazione

Editoriale: Mancata reazione
Antonio Torrisi

“Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”: è uno dei principi della dinamica, fisica. Il calcio scienza esatta non lo è mica, e infatti al Granillo non ci azzecca: la sconfitta contro la Sicula Leonzio è servita da lezione positiva? A conti fatti, no: o almeno a metà. Tant’è che contro la Reggina il Catania gioca solo quarantacinque minuti: è un bicchiere mezzo vuoto, più che mezzo pieno.

Così, raccontiamo la seconda gara persa contro una formazione di livello inferiore, anche se c’è da sottolineare quello che forse è stato il miglior primo tempo visto fin qui, con un impatto più che positivo: che una partita come quella di questa sera si possa incontrare nell’arco di un campionato è cosa nota, così come le “porte stregate” e l’avversario che ti segna nelle rare occasioni pericolose. La Reggina “farà santo” Cucchieri, ma se non segni puoi produrre quante palle gol vuoi: fate voi, ma cambiando l’ordine degli addendi, “il risultato non cambia”. Così il bicchiere è mezzo vuoto: e per una volta risultano decisivi, alla fine, due errori difensivi. Ma sta tutto nel processo di crescita globale: si può sempre imparare dagli errori, anche se un pizzico d’esperienza mista a furbizia, quella mostrata fin qui nelle altre gare, ti consente di non perdere queste partite. Se una delle migliori difese della Serie C subisce due gol da uno dei peggiori attacchi del campionato, “mea culpa” e stop.

A poco serve il sorriso ritrovato da Davis Curiale, comunque segnale positivo se pensiamo anche all’azione e al cross di Marchese. “Le partite durano novanta minuti”, frase trita e ritrita: una partita sbagliata, un’altra giocata parzialmente. Reazione a metà. Il resto? “Fuoco e fiamme”, come i fumogeni lanciati in campo in un terreno di gioco ben lontano dai fasti del passato: quando il Granillo non era teatro spettrale con seggiolini e tribune vuote. Restano i rimpianti, tanti: contro una Reggina così si poteva fare di più, c’è poco da dire. Ed è vero che “i campionati non si vincono o perdono al 28 di ottobre”, come afferma Lucarelli in mixed-zone, ma se la distanza dalla prima si allunga si rischia di dover rincorrere.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.