Editoriale: meritare o no, nel calcio vince chi segna

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Pubblicato: 22:47 - 13 Febbraio, 2019


Attilio Scuderi

Attilio Scuderi

DIRETTORE

Giornalista catanese, direttore della redazione, esperto di tecnica e tattica.
Numerose le esperienze nazionali con Skysport24, Sportitalia e Radio Kiss Kiss.
Le esclusive di Calciomercato sono il suo valore aggiunto. Oggi volto della nota trasmissione sportiva regionale Salastampa su "Antenna Sicilia". Punto d riferimento del panorama rossazzurro grazie ad una conduzione schietta, diretta e concreta.
Attilio Scuderi

Non importa come, ma l’apoteosi del gioco del calcio di chiama gol. Gol che oggi rimane in gola e strozza i colori rossazzurri rispetto alla gloria o l’intensità. Poi c’è anche la sfortuna Lodi, fortuna e abilità alla Tulli.
Fiducia dettata dalla vittoria, consolidando il coraggio di insistere con l’idea di Lodi 10 a tutta mediana, fosforo dinanzi la legna dura Bucolo, Biagianti e Carriero. Insomma nessun cambiamento e avanti col principio ma con rischi e prove come le caratteristiche di Calapai e Baraye contro Fedato e Ferretti focus di gara. Il tacco punta della mediana di Italiano contro i “passisti” aggressivi di Sottil.

Impatto, voglia, corsa e applicazione totale. Il Catania piace, si piace e metteva pressione nei primi venti minuti alla formazione di Italiano. Trapani col possesso, sterile, mentre gli etnei apparivano “sornioni” e ladri di palloni pronti poi ad aggredire l’errore come il tiro di Lodi a botta sicura lenito solo da volo salva gol di Dini. Le catene di destra e sinistra del Catania la chiave di volta, perché concedere significa aprire pericolo ed allarme come l’occasione di Tulli con Pisseri immobile a dire grazie. Gara bloccata, troppo, si pensa più a distruggere che giocare, il Catania non soffre prende alto l’avversario. Questo prima del finale che riscalda dal vento gelido: prima la capocciata di Silvestri, poi la punizione di Taugourdeau, con il beffardo Eolo ingannevole  a rendere pazza la sfera respinta da Pisseri. Il flipper finale nell’area del Trapani fa sobbalzare ma e’ una semplice scintilla prima del riposo.

Prendete i bambini e portateli davanti alla TV, perché Tulli decide di prendere le iniziali di CR7 e tirava fuori una rovesciata pazzesca che consegnava una sberla al Catania. Applausi a scena aperta per Tulli forse fisiologici per svegliare un Catania rientrato dormiente  e non in stile full metal jacket. Ma se parliamo di magie ecco il piedino sinistro di Lodi che da posizione complicata trovava una parabola da urlo che non meritava l’ingrato palo avido di bellezza.

Episodio di bellezza a decidere, voglia spasmodica di Sottil di riprendersi la gara: cambi per osare con Angiulli, Manneh e Curiale dentro. 4-3-3 con due mezzali di qualità. Pressione Catania, palo sfiorato da Baraye, prima del quarto d’ora finale con il Trapani chiuso a riccio. Frenesia assoluta, giusta, pallone che danza ma “incantato” non entra. Assurdi gli errori, due clamorosi, di Curiale e di Manneh spuntato, pazzesco. Pisseri vuole fare il Curiale in piena crisi d’identità ma Tulli grazia tutti. Il triplice fischio e’ un pugno troppo forte, intenso, un macigno per il Catania. Oggi non meritava di perdere, ma il contro altare e’ che i rossazzurri forse se la sono cercata e meritata la sconfitta merita, perché nel calcio vince chi segnale e tu oggi non lo hai fatto.