Editoriale: non c’è bisogno di spettacolo, c’è la mentalità per essere ricordati

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Pubblicato: 17:32 - 8 Marzo, 2020


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Difficile parlare di calcio in un giorno così particolare, fatto di incongruenze e preoccupazione, fatto di porte chiuse, di gare da giocare salvo poi fermare tutti a ridosso dell’ingresso in campo, ma alla fine la palla ha continuato a rotolare e dunque eccoci qui a commentare uno spettacolo inevitabilmente brutto. Una connotazione negativa, appunto inevitabile, non solo per la mancanza di pubblico sugli spalti, ma soprattutto per un terreno di gioco davvero improponibile, con un rimbalzo a dir poco irregolare ed una pesantezza percepibile anche seduti comodamente sul divano. Del resto prima del fischio di inizio i pugliesi avevano concluso ben 6 partite in parità, un dato scontato vista la difficoltà di fare calcio, ma se da un lato lo spettacolo è stato negativo, dall’altro il Catania è stato congruo rispetto proprio a quel campo.

Sin dal primo minuto gli etnei hanno dimostrato aggressività e voglia di metterci sempre la gamba, accettando un gioco sporco, duro e in pieno stile ‘serie C’. Bene in questo contesto Vicente, giusti i rinvii senza fronzoli di Mbende e utili sono state le sgroppate di Pinto e Calapai. Ancora una volta la conferma di una mentalità corretta, quella instillata da Lucarelli, basata sull’abolizione di alibi che possano arrivare dalle decisioni arbitrali o dalle condizioni del manto ‘patatoso’. Vero anche, però, che al Catania manca un terminale offensivo, perchè proprio su questi cambi è indispensabile un vero uomo d’aria di rigore che trasformi ogni palla vagante in gol, e non quel Beleck che, con tutte le attenuanti del caso, arriva in ritardo sui cross tagliati o conclude con un pallonetto inguardabile un bel suggerimento di Curcio.

Detto ciò, è vero che Lucarelli ha messo un altro mattoncino nella sua ‘operazione Benevento’ mandando a segno un altro uomo nuovo, Salandria, il 15°della stagione. Uno dei tanti numeri impressionanti dell’ultimo mese etneo, viste le 4 vittorie nelle ultime 6 gare, il 3° successo consecutivo in trasferta, e le appena 2 reti al passivo in 6 partite che rendono profetiche le parole spese ai tempi di Catania-Reggina di mister Toscano: “questa squadra è diversa rispetto a prima e sarà difficilissimo batterla”

Adesso un’altra settimana di lavoro, con Lucarelli che potrà recuperare perfettamente Biondi e forse Barisic, che troverà un Curiale ancora più in crescita, e che soprattutto dovrà pensare ad una gara importante contro il Bari. Una sfida che dal punto di vista delle motivazioni si prepara da sola, e che probabilmente vede il Catania arrivare nel migliore dei modi perchè senza nulla da perdere e comunque reduce da una serie positiva di tre vittorie consecutive (prima volta in stagione) e sette partite (compresa la coppa) senza sconfitte. I piedi sono ben saldi a terra perchè la situazione generale non è di certo mutata, ma è doveroso sottolineare come Lucarelli ed i suoi stiano ponendo le basi per essere, comunque, ricordati positivamente al termine della loro avventura in rossazzurro.