Editoriale: La risposta a tutte le domande

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Pubblicato: 20:02 - 3 Marzo, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Non serviva convincere: per quello ci sarà tempo. Serviva vincere, questo sì: in un modo o in un altro, per scacciare gli spettri e riprendere la corsa. Il ritiro ha dato i suoi frutti? Il Catania ha imparato qualcosa dopo la debacle di Monopoli? C’è stata la risposta del gruppo? Tutti interrogativi questi che la squadra di Lucarelli ha risolto in novanta minuti: attesi, sofferti e, infine, decisi dal genio e dal cuore di chi doveva, più degli altri, lanciare messaggi di ripresa.

E le cose sono tre: o Lodi ha piazzato una cimice tra i tacchetti di Curiale, o ha gli occhi sulla nuca, o ha tirato fuori il joystick nascosto nei pantaloncini, tirando fuori dal cilindro, di conseguenza, un assist fantascientifico. Ma andiamo con ordine: il ritiro ha dato i suoi frutti? A quanto pare sì: per il carattere e per la determinazione mostrata in campo. Il Catania ha rischiato di passare in svantaggio, nonostante il Siracusa non abbia mai pressato per andarla a vincere, ma non ha mai dato la reale impressione di poter perdere questa partita. E, cosa più importante, ha dato prova di averle quadrate. Ha imparato qualcosa dopo la debacle di Monopoli? Sì: nel periodo del classico calo fisiologico che ogni squadra deve, volente o nolente, affrontare, trovare nuove soluzioni è servito a risolvere il match. Quindi riecco Semenzato, che per un tempo ha fatto scaricare gli esterni avversari, Di Grazia e Manneh in corso, forze fresche per spezzare la formazione di Bianco, e Lodi sulla trequarti. Un po’ per allentare la pressione su di lui, un po’ per sguinzagliare il suo genio.

C’è stata la risposta del gruppo? Anche in questo caso sì: sia per quel che riguarda la compattezza, sia per i singoli. Mancavano i gol di Curiale? “Toh”: manovra in verticale, inserimento perfetto e scavetto a firmare la doppia cifra stagionale. La dedica finale? Al pubblico e al proprio mister: Cristiano Lucarelli, tarantolato e felice, al triplice fischio. E’ la vittoria di tutti, quella di oggi: e delle risposte date e da confermare, perché non è ancora finita.