Editoriale: Senz’anima, inguardabili

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Pubblicato: 21:06 - 5 Maggio, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Se al 75′ dell’ultima giornata di campionato, nonostante tu stia pareggiando contro una squadra già salva e “gli altri”, quelli che si giocano con te il terzo posto, vincono 6-3, il tuo pubblico spera ancora nella vittoria, vuol dire che dietro hai le spalle coperte. Che ti stanno tendendo la mano più preziosa tra tutte: ma il Catania, questa mano, se la prende? E se la merita questa mano?

Questione di mano: dare una mano, ricevere una mano. La mano di Pisseri, su De Vito: netta? C’è? No? Rigore, per il direttore di gara. La mano che il Trapani ha dato al Catanzaro, nella rocambolesca gara del Ceravolo? Può darsi, ma di sicuro la mano che non si è data, da solo, il Catania in questa stagione fin qui. Perché si può dire qualsiasi cosa: si può parlare della Viterbese dei “giovani”, schierati proprio contro i giallorossi, come si può discutere della formazione di Italiano e dei sette gol messi a segno nel primo tempo. Ma se la squadra di Novellino si trova in questa situazione, a dover sperare nell’imponderabile e anche più, perché cosa può uscire da una sfida all’ultima giornata lo sappiamo tutti, è perché se l’è cercata, durante tutto il campionato. Cavese compresa.

La mano che la zingara ha letto non dice bene al Catania, perché la regular season conclusa dà il via al regno dei numeri e dei confronti: 5 punti e 17 gol in meno rispetto alla squadra di Cristiano Lucarelli. Il miglioramento non c’è stato, anzi: da secondi (tutto sommato buona base dopo le delusioni targate Playoff) alla quarta piazza. Con una tendenza da caduta libera nell’ultimo periodo. Fuori addirittura dal podio, nonostante “l’obbligo” di farlo (visto che al “vogliamo vincere” è stato sostituito il “dobbiamo vincere”), e con una serie quasi infinita di partite da giocare alle “finals”: non sarà facile. Non lo è mai stato, sia chiaro: nemmeno vincere un campionato lo è, ma si poteva e doveva fare meglio. I Playoff? Per adesso è come camminare a piedi sui carboni ardenti. È più probabile che ti Scotti, che al contrario fare la finta di Giucas Casella. Ma il Catania che fatica e addirittura rischia di uscire sconfitto contro il Rieti e che davvero sembra non avere un’anima è forse quasi tutto ciò che non deve essere e che non deve mostrare nella post-season.