Editoriale – Una sorgente nel deserto

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Pubblicato: 19:25 - 30 Aprile, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Un’altra radiolina da rispolverare, altre emozioni: non è finita qui. A Caserta aspettando notizie dagli altri campi: è un deja-vu, ma con un’eccezione. L’orgoglio ri-trovato. L’eroico furore di un Catania che batte il Siracusa e aggancia momentaneamente la zona Playoff. Nel deserto.

Tanto basta a descrivere il contesto: “La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato”, se Battisti potesse parlare, racconterebbe il match con una canzone. Un canto libero, di gioia e rabbia: una reazione che porta quasi a dire, “ma perché non prima?”. In mezzo e tutto attorno il silenzio: i sospiri a nascondere quella speranza che, dopo qualche stagione, fa persino paura a pronunciarla fieri. Perché al di là dell’approccio molto positivo, gli spettri di una rocambolesca rimonta confermano le ennesime ombre che, gioco forza, “non vanno via con il bucato”. Ancora Battisti, ma “Che anno è, che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te”, e in un giardino di “quasi maggio” il Catania si è svegliato. Con un girone di ritardo è arrivato il gol di Mazzarani, per intenderci, uno tra quelli sbagliati all’andata: il raddoppio di Di Grazia è una perla, l’ostrica con il limone prima della rete agrodolce di Gil, che si fa male. “Boa Sorte” Drausio, che sfortuna: triplice fischio? Come se fosse: il problema è questo.

E’ una sorgente o un’oasi nel deserto? Perché dal 3-0 spazio al Siracusa e tanta paura, soprattutto nel finale. E’ un miraggio o vera acqua, limpida e rinfrescante, che fa ripartire il viaggio? Di sicuro si respira: con alcuni dubbi, certo, ma non ci si dispera. Cercate le pile e caricatele: sintonizzatevi, per un’altra “giornata di passione”, con antenna direzione Lecce e Fondi. Orgoglio ritrovato: e adesso?