Editoriale: Volontà e “Potenza”

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Pubblicato: 08:00 - 23 Maggio, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Quanta volontà c’è in uno scatto? Quanta forza muscolare? Quanta “Potenza” c’è in questo Catania? Quanta “Potenza” c’è nell’urlo del Massimino? Che esplode, si abbraccia, scende, si rinnova. Ieri è andata bene, al di là delle difficoltà, delle insidie che da qui in avanti continueranno a presentarsi, al di là di tutto. Il Catania c’è? il Catania ci sarà: passa il turno e si giocherà le attuali semifinali Playoff.

Lasciatecelo dire: “Mamma mia”, che sofferenza. Bisogna godersi queste ore di sorrisi, sia chiaro: ma bisogna anche essere onesti ed ammettere che il Catania ha rischiato di uscire dai Playoff. Ci è andato vicinissimo contro un avversario, il Potenza, al quale vanno ribaditi gli applausi tributati dal Massimino, tutto, a fine partita. Bisognerà anche lasciar spazio alle analisi, per quanto “detestate” esse siano (giustamente, se vogliamo, quando a leggere è chi ama in maniera viscerale questi colori): si cresce anche osservando con attenzione ciò che va e ciò che non va. Nella gara pareggiata da uno scatto, un guizzo di pura “potenza” di Di Piazza, ce ne sono state diverse di cose che non sono andate bene. Ma al triplice fischio si passa comunque il turno: ed è ciò che importa, alla fine. D’altra parte, il calcio è anche e soprattutto questo: conta se segni e se quel gol che segni pesa più di un pari, come in questo caso. Volontà di potenza. Volontà e potenza. Volontà è potenza.

Forse è anche per questo che la sfida del Massimino è piaciuta così tanto agli appassionati rossazzurri: perché quel gol aveva un peso direttamente proporzionale alla difficoltà dell’impegno, a dieci minuti dalla fine. Quando i sogni diventano spesso incubi stretti nella morsa della pressione e dove i cambi non sempre ti regalano soddisfazioni. Il Catania ad un certo punto sembrava persino stanco: sembrava l’ennesimo spartito recitato milioni di volte, in questa stagione. Uno spartito che ieri ti ha consegnato note gioiose, ma che dal momento del sorteggio in poi non sarà più utile per passare il turno. Se il Catania vuole arrivare fino in fondo dovrà ripartire da ciò che non è stato per 79 minuti e trasformarlo nell’esatto contrario, da “Potenza” in atto.