Editoriale: Work in progress

Editoriale: Work in progress
Antonio Torrisi

C’è chi non si aspettava un inizio di stagione del genere e chi mente. Ma il calcio è anche questo: il Catania è work in progress e under construction, ed evidentemente adesso non si può pensare a qualcosa di diverso.

In un certo senso può anche andar bene così, in un campionato che per tutti rappresenterà un’incognita (tra preparazione inesistente per quasi tutti i club e difficoltà economiche di alcuni tra questi, Trapani in primis). Perché alla fine è tutta una questione di aspettative: certo è che si può e si deve far meglio di quanto fatto al Massimino contro la Paganese. La sensazione è che al di là dei “4-5 innesti” richiesti pubblicamente da Raffaele (non è tecnicamente la miglior squadra allestita negli anni in C) serva qualcosa in più in termini di concetti trasmessi e resa pratica: conoscendo quelli dell’ex allenatore del Potenza è lecito aspettarsi miglioramenti, e la duttilità tecnica palesata durante il match (da 3-5-2 a 4-2-4) è stato un assaggio. Per quando ci si aspetta questi miglioramenti? Il prima possibile: d’altronde è stato lo stesso Raffaele ad ammetterlo in mixed-zone. Per ora la parola chiave è “lentezza”, declinata nei diversi aspetti del calcio: è lenta la manovra, complicata dai lanci lunghi (32 totali, 19 nel primo tempo), è lento il campo, da cui non ci si aspettava nulla se non difficoltà dopo la sfida di Coppa di mercoledì scorso. È lenta, più in generale, la partenza in quella che deve essere nuova e fresca pagina di storia del Catania.

Alla fine la squadra di Raffaele si fa male da sola, con un pasticcio difensivo di chi non ti aspetti, Silvestri, e con le poche occasioni sprecate in avanti, riprendendola con il guizzo di Claiton solo nel finale. Si è visto qualcosa? Sì, ma troppo poco: sempre per quel concetto di aspettative. Sarà una stagione difficile, e questo si sapeva già, ma ben prima di oggi: iniziare bene sarebbe senz’altro servito anche al progetto SIGI per proseguire il suo percorso con fiducia. E invece c’è da lavorare: work in progress e under construction, concetti fondamentale per non buttarsi giù sin da subito, in attesa di gioie necessarie per dimenticare un passato di delusioni e atroci sofferenze calcistiche.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.