Editoriale: “Work in Progress”, la strada da percorre è lunga

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Pubblicato: 21:35 - 2 Settembre, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Cartello appeso alla porta: “Work in Progress”, e sarebbe anche giusto così se si pensa che siamo alla seconda giornata di campionato. Nella prima sconfitta stagionale del Catania maturata contro la Casertana, però, c’è poco da sorridere e tanto da lavorare. Senza buttarsi troppo giù, né illudersi.

Certo è che fare più di così è sempre possibile, specie con i giocatori a disposizione di mister Cristiano Lucarelli che, per tutto il primo tempo, ha scavato un solco nei pressi della propria panchina, sbracciandosi avanti e indietro tra i pensieri di un progetto tecnico ancora da perfezionare e quelli rivolti ad alcuni interpreti non in ottima condizione. Stilare una lista delle squadre che a settembre sono parse in difficoltà e che poi hanno vinto i rispettivi campionati può anche essere riduttivo: c’è tutto il tempo per lavorarci su, questo è chiaro, ma prima si trova la chiave di volta, meglio è. I quarantacinque minuti dal fischio d’inizio sono la dimostrazione di quanto fatto fin qui e di quanto ancora c’è da fare: la scelta di schierare Bogdan è la prova generale per l’inserimento di Blondett, quella di Caccetta è la bozza del centrocampo definitivo. Lodi? Gira e non gira, ma è sempre lui il faro in fase d’impostazione. La fotografia del momento del Catania, però, arriva al 15′: gioco fermo, Lucarelli parla con Russotto. Gli affida il testimone, è l’uomo più in palla per adesso e si vede dalle Duracell durata “extra” che ha nelle scarpe, ma forse gli serve quel pizzico di feeling in più con Curiale per essere decisivo.

L’inizio di ripresa sembra la fotocopia di quello visto con il Racing Fondi: nel processo di crescita questo non ci sta, tanto che al 60′ la Casertana va vicinissima al vantaggio. Com’è che si diceva? “Menomale che c’è Pisseri”, d’altro canto era il tormentone dello scorso anno, ricordate? Bene: tira fuori il cerchio ipnotico e “congela” ui padroni di casa ad un passo dalla rete. Poi, però, come nei più fantozziani copioni cinematografici, la Serie C decide di lanciare un messaggio chiaro: al posto della nuvola da impiegato, ecco l’idrante da trasferta, quello che preannuncia una cattiva notizia. Che arriva, puntuale, dopo aver ricostruito artificialmente con sabbia e calce il campo: sul cross di De Marco, Bogdan e Djordjevic dimenticano di avere dietro sé De Rose che inganna Pisseri. Eccolo, è il “golletto” ormai classico, in attesa di quell’equilibrio ricercato da Lucarelli: così, mentre scorrono i titoli di coda, la didascalia del cartello “Work in Progress” porta in dote spunti positivi e altri, diversi, negativi. C’è da lavorare, questo è evidente: e anche se non si può parlare di crocevia alla terza giornata, quella con il Lecce non sarà una gara come le prime due.