Focus centrocampo: Lucarelli alla ricerca di equilibrio e dinamismo

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Pubblicato: 09:00 - 30 Ottobre, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Solidità ed equilibrio: concetti chiari nella missione di Cristiano Lucarelli al Catania. E dopo due gare disputate dal suo ritorno, diventano anche priorità da portare avanti con costanza e da sviluppare reparto per reparto: centrocampo compreso. Missione complicata, anche perché coniugare un verbo tattico diverso all’aspetto mentale, da “curare” come ha affermato lo stesso tecnico, non è facile. Certo è che nella sostanza cambia poco: i due quinti ti danno più supporto nelle due fasi rispetto al 4-3-3, ma se prima Camplone prediligeva una certa propensione offensiva, con Lucarelli si cerca più protezione. Chiaramente step by step.

LODI DEVE DARE DI PIU’ – Sviluppi che partono ad esempio le posizioni di Lodi e Welbeck, invertite rispetto a quanto visto con Camplone, o ripristinate rispetto all’idea già vista in campo due stagioni fa, se si pensa a Lodi mezz’ala. Non può essere lui l’uomo chiamato a chiudere le azioni, anche solo per caratteristiche fisiche, ma deve essere lui a dare luce legando il centrocampo alla coppia d’attacco: come? Con i passaggi chiave e con le verticalizzazioni: com’è andata contro il Bari? Contro il Bari 3 verticalizzazioni, 2 aperture, ma nessun passaggio chiave a creare occasioni pericolose. Per il resto 46 palloni giocati (30 nel primo tempo, 16 nel secondo tempo), con 24 passaggi riusciti e 10 errati e, nel complesso, 21 palloni giocati in verticale (diversi dalle “verticalizzazioni”). Deve fare di più? Probabile.

DALL’OGLIO PER LE INCURSIONI –  Una mano in fase offensiva potrebbe dargliela Jacopo Dall’Oglio che, sicuramente, ha caratteristiche più in linea per quel tipo di lavoro. Lucarelli per il suo gioco ha bisogno di una mezz’ala che si butti dentro, e contro il Bari si è visto un principio di ciò che può essere l’ex Brescia: 33 palloni giocati, anche 6 chiusure pulite, ma il dato che può e deve essere sviluppato è quello degli inserimenti in area di rigore, 3 in totale di cui 1 con il pallone, quello del tiro in porta.

WELBECK: BENE LI’ – Infine, per ritrovare equilibrio anche dietro, Lucarelli ha preferito schierare Welbeck al centro, meno regista rispetto a Lodi (39 palloni giocati), ma più recupera palloni e muro, con 9 chiusure e 1 fallo. Questi i primi dati del nuovo centrocampo dell’allenatore livornese, in attesa delle prossime settimane e di uno sviluppo concreto anche in termini di gioco.