Focus – Esterni d’attacco: Vassallo cresce, Barisic no

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Pubblicato: 09:00 - 26 Novembre, 2018


Ancora analisi, ancora riflessioni nonostante le tante giornate passate. Il 4-2-3-1 ormai sembra l’abito che Sottil ha scelto di far indossare al Catania. Un abito apparso “pulito e stirato” nel primo tempo visto contro la Reggina, magari non il massimo della sartoria ma da pizza del sabato sera sì. Sgualcito e meno luccicante nella seconda frazione con un drop non conforme.

Un modulo, quello da sempre prediletto dal tecnico ex Livorno, che richiede tra le altre cose un imprescindibile apporto quantitativo e qualitativo dei due esterni alti. Oggi oltre ad un Lodi a corrente alternata, e’ proprio l’effervescenza assente delle ali a creare gioco lento e prevedibile nonostante i principi mostrati e la voglia del primo tempo.

E se si vanno ad analizzare i numeri totalizzati dalle ali partite titolari, Vassallo e Barisic, ci si rende conto che le prestazioni individuali dei due sono rispettivamente lo specchio del primo e del secondo tempo giocato dai rossazzurri.

Ma andiamo nel dettaglio, con ordine. Nota lieta e di cui Sottil ha preso atto è la crescita tecnica di Andrea Vassallo: il giovane numero 20 si è fatto trovare pronto anche alla seconda chiamata stagionale da titolare, anche grazie all’ottima prestazione di Scaglia alle sue spalle. Livello di pericolosità abbastanza elevato nei 62 minuti giocati, con quattro ingressi in area (uno in quella piccola, nell’occasione del gol annullato a Biagianti), quattro cross tentati, e due tiri in porta. Numeri che raccontano grande voglia e buona tempistica negli inserimenti di un ragazzo in crescita, a cui vanno aggiunti i numerosi dribbling che hanno portato superiorità numerica in avanti. E quando è stato sostituito da Llama? Il Catania, complice anche la benzina che è finita, ha sostanzialmente smesso di creare…

Prestazione, come anticipato, non altrettanto positiva da parte del collega esterno a destra Barisic. Lo Sloveno ha in realtà cominciato bene la gara, mostrandosi propositivo e guadagnandosi in apertura un’ottima occasione malamente sprecata. Sei inserimenti in area, quattro cross di cui uno riuscito; Due tiri in porta senza mai trovare lo specchio. Cifre da contestualizzare, senza dimenticare gli innumerevoli errori tecnici dell’attaccante, risucchiato con il passare dei minuti dai terzini avversari. Un giocatore ancora da ritrovare, insomma.

E’ da rivedere anche l’apporto di Llama, in campo per 28′ da subentrato; si è fatto vedere, certo, svariando da destra a sinistra, ma peccando a volte di egoismo: per lui solo un inserimento in area e due tentativi in porta, entrambi fuori, più pretenziosi che altro.

Numeri e statistiche da prendere come sempre con le pinze, ma che offrono spunti di riflessione; in attesa di gennaio, il Catania ha adesso bisogno delle sue frecce per cucirsi, passo dopo passo, un abito magari non più da pizza del fine settimana, ma da serata di gala.