Focus mediana: Rizzo, Biagianti e Bucolo, corsa e intensità

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Pubblicato: 16:32 - 18 Maggio, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Corsa e intensità. Serviva questo alla mediana del Catania nello sviluppo del 4-3-1-2 “senza Lodi” schierato contro la Reggina. Soluzione che riprende un po’ l’idea già proposta in parte, ma con il numero dieci in campo, dopo il mercato (contro Casertana e Trapani): sicuramente determinante mercoledì contro gli amaranto.

Sì perché per disputare una gara come quella del Massimino serviva proprio questo: serviva la corsa e l’intensità offerte dai tre mediani. Serviva la tecnica e la velocità di pensiero di Marco Biagianti, la pressione del “cagnaccio” Giuseppe Rizzo e l’imprevedibilità (perché questo è diventato, imprevedibile) di Rosario Bucolo. I numeri, e quanto prodotto, lo confermano: 82 palloni giocati in totale (30 Rizzo, 27 Biagianti e 25 Bucolo). E ribadiamo un concetto: palloni giocati con o verso i compagni. Chiaramente con l’assenza di Lodi in cabina di regia, mercoledì era necessaria una quantità di palle recuperate superiore alla media di stagione, e così è stato: 17 nel computo totale, rispettivamente 6 da Rizzo, 8 da Biagianti (grande prova la sua) e 3 da Bucolo. Palloni che poi, in alcuni casi, sono stati serviti in verticale: e in questo senso, alla voce verticalizzazioni se ne contano 5 per Rizzo e 3 per Biagianti. E tutto ciò assume un particolare valore se si volge lo sguardo al dato delle sfere perse: 7 in tre (3 Rizzo, 2 Biagianti, 2 Bucolo). Se si sbaglia poco, come è avvenuto, si gioca di più e si riesce a far male all’avversario.

Fondamentale, infine, nella gara contro la Reggina, la capacità di aprire spazi in inserimento: e mentre il capitano rossazzurro si è mosso solo una volta tra le linee, Rosario Bucolo ha fatto un po’ quanto già proposto nelle primissime uscite di stagione (emblematica la partita di Foggia in Coppa Italia), con 6 inserimenti totali. E bisogna anche dire la verità: non ci saremmo mai aspettati un Bucolo così, sia in termini di ruolo, che in termini di tecnica nella giocata. E in questo modo il centrocampo gira: o, almeno, contro la Reggina ha fatto un lavoro da applausi.