Focus squadra: centrocampo mediocre e senza…

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Pubblicato: 21:16 - 4 Giugno, 2019


Marco Massimino Cocuzza
Marco Massimino Cocuzza

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Forse il reparto più discusso della stagione. Forse, anche “genitore” di alcuni problemi che poi sbocciavano nel poco prolifico reparto avanzato.

Il centrocampo rossazzurro, probabilmente quello che ha spaccato maggiormente l’opinione comune: emblema di confusione e di idee in continuo, spasmodico, movimento. Sono 22 le reti complessive arrivate dalla zona nevralgica, ma molto mal distribuite, come vedremo.

Veniamo ai singoli. Lodi il primatista in presenze con 3.362 minuti giocati e anche capocannoniere grazie ai 15 gol segnati, di cui 7 su rigore: prima considerato trequartista, poi mediano e anche mezzala; porta tanti punti su calcio da fermo, ma risulta poco determinante nell’impostare le azioni, anche a causa dei pochi movimenti dei compagni. Ha pagato anche l’essere inevitabilmente più lento sotto il profilo della corsa.

Segue il capitano Biagianti, utilizzato per 300′ in meno, ma che non ha mai fatto mancare il suo massimo impegno nella fase di interdizione. Ruba tanti palloni ma verticalizza poco, corre ma molto spesso a vuoto e per tappare i buchi lasciati dai compagni. Non di rado l’unico a salvarsi nei pomeriggi più neri dei rossazzurri, mettendo a referto 4 gol.

Molto meno utilizzato Bucolo, sempre grintoso in campo ma senza lasciare una vera impronta tattica, anche a causa dei continui cambi di modulo. Un gol e un assist, utile quando fa uscire la sua “catanesità”.

Stagione non memorabile e piuttosto anonima anche per Rizzo, che è riuscito a far valere la sua fisicità finché si giocava con la mediana a due. Poi acciacchi e due sole grandi prestazioni, ai play-off, contro Reggina e Potenza. Ha dimostrato di poter essere a modo suo determinate in certe situazioni, non avendo mai paura di metterci la gamba, a patto che si trovi in condizione. Cosa successa poche volte.

E siamo alle note più dolenti. Iniziamo da Llama, nel complesso utilizzato a singhiozzo a causa di continui e avvilenti problemi fisici: prima da titolare solo con Novellino giocando da mezzala e senza andare mai a segno. L’unico che avrebbe nelle corde la soluzione dalla distanza, ci prova però poco e malamente risultando, suo malgrado, non determinante.

Insufficiente anche la stagione di Angiulli, in difficoltà da subito sia tatticamente che tecnicamente sbagliando anche gli appoggi apparentemente più semplici. Tolto il gol al Monopoli, è quasi sempre fuori dalla manovra, poche presenze e un adattamento alla categoria mai raggiunto. Doveva dare il cambio di passo sul campo, lo ha dato solo in direzione della porta d’uscita dal Catania.

Infine Carriero: voluto fortemente a gennaio da Sottil, ma porta risultati nulli o quasi. Parte discretamente con corsa e anche una rete, poi si vede sempre meno con il passare delle giornate fino ad occupare stabilmente la panchina. Doveva essere la tanto agognata mezzala di inserimento, ma non incide, cosa di cui la squadra ha sofferto pesantemente per tutta la stagione.

Un reparto dunque mediocre e senza incisività, che si è fatto sentire in zona gol relativamente poco, a cui molto spesso è stata rimproverata la mancanza di qualità, che al momento rende difficile capire con certezza da chi si possa ripartire in vista della prossima stagione.