Futuro Catania: 4-3-3 la base, ma molti giocatori cambieranno

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Pubblicato: 17:32 - 17 Giugno, 2019


“Il prossimo tecnico dovrà ripartire dal 4-3-3. che è sempre stata l’anima del Catania”. Questo, molto sinteticamente, è quanto ha svelato Pietro Lo Monaco in un breve passaggio della più ampia conferenza stampa tenuta venerdì a Torre del Grifo, almeno per quanto riguarda l’aspetto prettamente tattico. Non solo, però, perchè l’attuale amministratore delegato etneo si è anche sbilanciato su quelli che saranno alcuni dei giocatori confermati per la prossima stagione, a prescindere da chi sarà l’allenatore e assodato come definitivo l’assetto societario odierno. “Curiale resta, così come Calapai, Silvestri, Sarno e Di Piazza”. Cinque nomi sui quali tentare di ricostruire l’ennesimo Catania, cinque potenziali titolari attorno a cui provare a formare una squadra che possa lottare, stavolta per davvero, per la promozione in B.

Oltre ai cinque già citati, ai quali probabilmente si affiancheranno Biagianti, Llama e forse Lodi, sembrano poter essere sicuri di una riconferma anche Manneh, Bucolo, e Rizzo, oltre ai giovanissimi Di Stefano e Pecorino e al rientrante Noce, che potrebbe occupare uno degli slot difensivi rimasti – o meglio, che rimarranno – liberi.

A conti fatti, dunque, in un ipotetico “undici” di partenza, ai rossazzurri servirebbero tra i quattro e i sei titolari nuovi: uno (Furlan?) dovrebbe andare a prendere il posto di Pisseri, che potrebbe aver giocato l’ultima partita in rossazzurro a Trapani, un altro per rimpiazzare Aya, il cui contratto scadrà il 30 giugno – a meno di clamorosi colpi di scena – e un altro ancora, per quanto riguarda la difesa, che possa ricoprire l’out mancino. A centrocampo, con gli addii di Carriero e Angiulli, serviranno almeno altre due pedine di spessore, mentre in attacco sembra poterci essere spazio per un altro attaccante, oltre al già citato Curiale. Certamente saranno poi necessari altri innesti per completare la rosa a livello di organico complessivo, ma limitandosi ad una semplice analisi tattica si evince come si andrà incontro ancora una volta a una rivoluzione semi-totale della rosa, ancor prima di sapere quale sarà l’allenatore.