Futuro Catania: quanto tempo c’è? Il punto della situazione e i rischi dietro l’angolo

Futuro Catania: quanto tempo c’è? Il punto della situazione e i rischi dietro l’angolo
Stefano Auteri

A che punto siamo? Quanto tempo c’è a disposizione? Sono queste le domande che risuonano nella testa dei tifosi rossazzurri che, se da un lato sperano in un futuro roseo con una nuova era, dall’altro sono consapevoli che in palio c’è la vita del Catania. Ecco perchè ad oggi ogni percezione temporale è confusa, distorta, in parte come più volte sottolineato dalla situazione generale dettata dalla pandemia, in parte dai pericoli che potrebbero spuntare dietro l’angolo. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Ad aprile il Catania avrebbe rischiato lo scioglimento se non fosse avvenuta una ricapitalizzazione, ma il decreto liquidità ha prorogato questo singolo problema a fine dicembre; in questi ultimi due mesi la proprietà sarebbe andata incontro ad enormi problemi al cospetto di oneri fiscali, mutuo e altri adempimenti, ma anche in questo caso alcuni oneri sono stati in parte rimandati.

Se il corona virus ha dunque da un punto di vista dilatato il tempo, dall’altro c’è l’iscrizione al prossimo campionato la cui tempistica rimane dubbia. Potrebbe essere giugno, così come potrebbe essere più in là nel tempo, ma rimane uno scoglio all’orizzonte da affrontare nel breve periodo. Se è vero poi che in base all’art. 10 le istanze di fallimento presentate dal 9 marzo fino al 30 giugno sono improcedibili, è anche vero che questo discorso non vale se le richieste provengono dal Pubblico Ministero, dunque difronte ad un imput proveniente dalla procura, ecco che il tempo si ridurrebbe enormemente. La relazione dei commissari per quanto riguarda Meridi era abbastanza ipotizzabile e non cambia troppo le carte in tavola, ma fa squillare ulteriormente qualche campanello.

Insomma la sensazione è che, viste tutte le incognite e le problematiche reali o possibili all’orizzonte, di tempo non ce ne sia tanto, e che sia meglio non giocare con esso. E’ vero che l’idea alla base del concordato è quella di massimizzare con la cessione del Catania per liquidare il più possibile i creditori, ma per fare ciò è necessario, in caso di più offerte, valutare la più congrua. Ad oggi però l’offerta è solo una e la domanda è: quando arriveranno, se arriveranno, ulteriori offerte? Chi vuole muoversi concretamente deve fare i conti con le dinamiche temporali di cui abbiamo parlato, e non può più attendere troppo. La preoccupazione è inevitabile, la speranza è l’ancora, ma la realtà fa capire che chi è interessato (se realmente deciso a fare un passo) ha fatto trascorrere sin troppo tempo. Ferma lì, poi, c’è sempre la cordata, in attesa di risposte.

Stefano Auteri

RESPONSABILE Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia. In radio mostra una conduzione elegante e professionale.