I comandamenti di Walter

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Pubblicato: 11:43 - 20 Marzo, 2019


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Undici, semplici linee guida che stanno cambiando il Catania: concetti fondamentali della filosofia calcistica di Novellino, tra aspetto mentale e tattico. “Comandamenti”? Definiamoli così, d’accordo: undici (e non dieci) comandamenti, consegnati da Walter su due tavole, sul Monte Etna.

Lasciando da parte i riferimenti biblici, Novellino sta provando a cambiare la mentalità della sua squadra. Dei cinque comandamenti mentali, citati in grafica, i primi tre aiutano a leggere meglio l’impronta lasciata dal tecnico di Montemarano su queste prime tre settimane di lavoro: sicurezza, tranquillità, fiducia/autostima. Partiamo da quest’ultima, ribadita costantemente in sede di presentazione o commento al match: la ricerca dell’autostima è la base di ogni percorso, in particolare per un gruppo già qualitativamente buono, ma che forse peccava di fiducia nei propri mezzi. Dall’autostima si passa alla tranquillità in campo, che fa rima con sicurezza, entrambe mostrate sotto pressione nelle ultime due sfide contro Catanzaro e Juve Stabia, temi essenziali nella gestione della gara. Gara, quindi, che viene preparata sempre con intelligenza in ogni sua fase, e che permette la costruzione dell’identità di essere, la consapevolezza di poter essere in una determinata maniera, bella o brutta che sia, ma adatta al tipo di sfida che si vuole affrontare.

Nella seconda delle due tavole, quella dei sei comandamenti tattici, spicca la firma “novelliniana” per eccellenza: le due punte. Tradizione, più che innovazione, che in questo momento (pur non disdegnando, e anzi, auspicando un maggior possesso palla), richiama al gioco in verticale, che ben si sposa con le caratteristiche di Marotta e Di Piazza. Ma visto che nel calcio non si vive di lanci lunghi alla ricerca della profondità, le linee strette tra i reparti, in particolare quelli di difesa e centrocampo, e il sostegno sia in fase di costruzione che in quella di copertura agevolano la creazione di occasioni pericolose e il consolidamento del muro difensivo. Gli ultimi due comandamenti tattici, infine, aiutano a capire meglio quanto sia importante, anche per i giocatori stessi, poter contare sull’esperienza di un allenatore come Novellino: la capacità di saper leggere la gara (finora dimostrata in tutte e tre le occasioni) è un dono di rarissima fattura nel calcio, in particolare se rapportata all’utilizzo del singolo, ad esempio Manneh, che nel prosieguo può diventare la chiave per risolvere ogni genere di partita.