I numeri degli esterni: Sarno-Di Molfetta, la gara della pazienza…

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Pubblicato: 12:29 - 4 Settembre, 2019


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

Partita ostica, tirata, sporca, ma con qualche lampo comunque decisivo. E’ stata questa la gara cui sono stati costretti gli esterni del Catania Sarno e Di Molfetta, soggetti ad un “trattamento speciale” da parte dei dirimpettai in maglia Virtus, bravi ad accorciare e raddoppiare costringendoli spesso, soprattutto nel primo tempo, a giocare spalle alla porta. I numeri del resto parlano in maniera abbastanza chiara. Nei 64 minuti a disposizione Di Molfetta ha giocato in maniera incisiva 10 palloni, mentre sono stati 22, quasi il doppio, quelli toccati da Sarno che però è rimasto in campo fino all’ottantatreesimo. Il numero sette è stato chiamato maggiormente in causa, ma attenzione alle dinamiche del match, visto che proprio nel secondo tempo le maglie dei pugliesi si sono allargate rendendo più semplice la vita all’ex Padova.

Di Molfetta dunque meno presente all’interno della manovra, ma paradossalmente più incisivo nella prima frazione. 5 dribbling; 3 falli conquistati e 2 cross per un giocatore che fino al duplice fischio ha cercato più di Sarno di girarsi e puntare la porta, sfornando anche un assist, ma mai riuscendo ad arrivare alla conclusione. Volenteroso, ma in difficoltà davanti alla pressione Virtus; mentre per Sarno l’aggettivo più appropriato potrebbe essere paziente. Una virtù dimostrata sapendo gestire i momenti della partita, senza strafare nel primo tempo contro i raddoppi avversari, per poi salire in cattedra nella ripresa: 4 dribbling totali, 2 assist; 1 cross e 2 tiri in porta, uno dei quali decisivo ai fini del risultato.

Numeri evidenti che dimostrano come Sarno abbia rappresentato maggiormente un play maker avanzato, più nel vivo della manovra per cercare di cucire il gioco, mentre Di Molfetta abbia tentato di spezzare i raddoppi e puntare nell’uno contro uno. Caratteristiche simili ma anche diverse che possono mandare in crisi le difese avversarie, nonostante il primo tempo di domenica abbia chiarito come sia fondamentale un giro palla veloce ed un’aggressione corretta degli spazi da parte dei compagni per evitare ai due funamboli di subire la pressione avversaria e giocare costantemente spalle alla porta.