Il Catania alla “fiera dell’Est”: vendere per comprare

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Pubblicato: 22:42 - 17 Dicembre, 2015


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

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“Alla fiera dell’Est, per due soldi…” … un giocatore il Catania comprò. O magari più di uno, e la rima e la canzone funzionano anche bene: perchè è quasi Gennaio, e siamo alle porte della sessione invernale di calciomercato, “croce e delizia” di ogni squadra che deve fare i conti con mancanze ed esuberi in rosa. E i rossazurri non fanno eccezione.

A testimoniarlo non è solo la classifica, ma anche la condizione non ottimale mostrata nelle ultime giornate dai ragazzi di un Pancaro che, in fretta, dovrà buttar giù una “letterina a Babbo Natale”, che poi somiglia quasi ad un verbale scolastico redatto da un professore prima delle vacanze: “Il ragazzo si impegna, ma…”, si sa. Perchè siamo a metà stagione, ed è giunto l’inevitabile momento del “pagellino di metà anno”, tra promossi, bocciati… E nuovi obiettivi.

Partiamo dal campo: chi non ha convinto. Senza fare drammi, perchè in linea generale il Catania ha dimostrato di non avere grandissime pecche dal punto di vista tecnico: c’è, però, qualcosa da limare. Dando uno sguardo alla rosa, è possibile notare diversi elementi non utilizzati da Pancaro, come Ramos e De Rossi. I due, ai margini sin da inizio stagione, sembravano poter far parte integrante dei convocati, ma così non è stato. Il primo, frutto della tanto esaltata “cantera” rossazzurra, è stato schierato nelle due sfide di Tim Cup, andando anche in gol contro il Cesena. Poi il nulla, nonostante abbia dalla sua il poliedrismo di un giocatore che può ricoprire più ruoli.

Sorte simile per De Rossi: giunto a Catania con l’appellativo di “cugino” del Daniele della Roma, del parente ha mostrato poco, piombando nell’anonimato e in fondo all’elenco. E se non sono stati provati, ci sarà un motivo: entrambi da cedere, ma non sono i soli.

Veniamo, adesso, a quei giocatori che hanno avuto la possibilità di esprimersi, ma non ci sono riusciti: e partiamo da Russo. Cognome catanese… Attaccamento alla maglia! Qualità tecniche? Non pervenute, o almeno fino ad ora. Doveva dare un grosso contributo al centrocampo, ma si è spesso mostrato in difficoltà sia dal punto di vista tecnico, che atletico. Può migliorare? Possibile, ma almeno in quella zona di campo il Catania ha bisogno di elementi pronti e determinanti.

E poi ci sono i giovani: in uscita anche uno tra Di Grazia, Rossetti e Barisic, che di possibilità ne hanno avute tante, ma sfruttate non in modo eccezionale (eufemismo). Nel momento più delicato della stagione, quando, cioè, Pancaro doveva colmare le assenze di Russotto e Falcone, i tre del settore giovanile rossazzurro sono scomparsi, come intimoriti o troppo carichi di responsabilità.  Ed è vero che l’età non è dalla loro parte, ma l’abbiamo detto: il Catania ha bisogno di giocatori pronti. E chissà: l’esperienza potrebbe far bene, no?

Passiamo alle entrate, e a quelle che sono le priorità: dalla porta all’attacco, nessun reparto escluso. O forse la difesa: Nunzella ha mostrato i primi segni di fatica. È umano, non può giocare tutta la stagione a quei livelli. “Carta e penna”: un sostituto all’instancabile non sarebbe male! Ma solo per farlo rifiutare: s’intende. E poi il centrocampo, con i suoi tanti bisogni: in primis un mediano di rottura, in grado di spezzare il gioco avversario. E una mezzala di pura corsa, che detti il ritmo e, perché no, dalle stesse caratteristiche di Castiglia.

E poi ricordiamo: se esce qualcuno…altri devono colmare il vuoto. E se parte qualcuno dei tre giovani lì davanti, ecco che si libera un posto, e allora serve qualcosa: un esterno o un vice-Calil, che dia velocità alla manovra a partita iniziata e che segni anche qualche rete. Perchè serve anche e soprattutto quello. E Bastianoni? Lui è in bilico, schiacciato dalla pressione di una piazza calda: ma non si può certo dire che lui non ci abbia messo del suo, e il ritorno di Liverani, poi, lo spinge sempre più in panca. E non dimentichiamo la situazione societaria: ad oggi, infatti, puntare su giocatori dall’ingaggio elevato sembrerebbe un’utopia, ma la situazione potrebbe cambiare qualora avvenisse il tanto atteso passaggio di proprietà, con un diverso progetto e una diversa prospettiva futura dal punto di vista economico. È il senso del calciomercato: una “fiera dell’Est” che, alla fine, una logica vera nonon ce’ha, ma che si rivela ogni volta fondamentale. Dicevamo? Ah sì: “E venne Bonanno, che comprò…”