Il tormentato Caetano

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Pubblicato: 16:58 - 26 Novembre, 2015


Si batte, lotta, si sbraccia e rincorre fino all’ultimo. Tormentato e sofferente Caetano, i problemi accusati dalla squadra nelle ultime uscite si ripercuotono sull’animo dei giocatori, ma in particolare sul numero nove rossazzurro.

Calil c’è, giusto sottolinearlo, però l’abbuffata e la continuità sotto gol delle prime otto giornate con cinque reti adesso accusa notevoli difficoltà generali e sotto porta.

Più ammonizioni, due, che gol specchio di una dannazione li davanti a tratti frustante. Ribasso di squadra che ha inevitabilmente colpito anche il povero Caetano che spesso e volentieri si è visto percorrere le zone di campo sconsolato, quasi come se stesse brancolando nel buio.

Qui è d’obbligo parlare di “solitudine del numero 9” prendendo spunto dal famoso libro di Paolo Giordano “la solitudine dei numeri primi”: cosa sarà passato nella testa del povero Caetano sabato sera contro il Foggia quando si è ritrovato da solo a pressare i giocatori pugliesi. Cosa avrà pensato quando nel derby contro il Messina era l’unico del trio d’attacco disposto a scalare fino alla propria area per prendere palla e far ripartire la manovra.

Il povero Caetano ha dovuto indossare “l’elmetto” più che il berretto da operario ed ha iniziato a fare il lavoro sporco, mostrandosi un giocatore polivalente, con grande umiltà e spirito di sacrificio. Pancaro che ha sempre definito Calil come “un lusso per questa categoria” (vista anche la straordinaria stagione appena conclusa con la maglia della Salernitana dove è stato trascinatore assoluto della promozione in Serie B dei campani con 16 gol in 38 gare), si coccola il suo bomber, fortemente convinto che grazie al suo carisma possa diventare il trascinatore di questa squadra. Caetano ha tutte le carte in regola per diventare il leader carismatico di questo gruppo. La totale fiducia del mister è confermata dal fatto che il 31enne di Guaxupè indossa costantemente la fascia di capitano essendo anche il giocatore con più esperienza della squadra e da buon capitano si sdoppia per la squadra e lo si trova nelle zone più improbabili a recuperare palloni, a fare a sportellate con gli avversari ed a provar a far salire di più la squadra. La prossima trasferta di Rieti con l’ultima in classifica Lupa Castelli Romani può essere l’occasione giusta per Calil per rimettere nell’armadio l’elmetto da “operario” e rivestire il ruolo di capo cantiere: riportando, magari con un suo gol, il Catania ad un successo che ormai manca da più di un mese.