Invasione di (extra)campo: sicuri che crisi Fortè non tocchi il Catania? Ecco alcune domande

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Pubblicato: 19:05 - 9 Novembre, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Invasione di (extra)campo. O di ippocampo, visto che al termine di questa lunga vicenda bisognerà possedere buona memoria e capacità di cogliere e collegare tutti i significati: entrando in tackle, ma siamo veramente sicuri che la crisi di Fortè non vada ad intaccare il futuro del Calcio Catania?

Al netto delle dichiarazioni di Lucarelli sulla difficile situazione economica, domani parleremo di campo, promesso: anche perché il fischio iniziale dell’arbitro ha il potere eccezionale di mettere tra parentesi gli altri pensieri “almeno” per novanta minuti. Fino ad allora, però, è lecito porsi delle domande e chiederne la risoluzione: necessità e urgenza per chi possiede un pizzico di “intelligenza sociale”. E fortunatamente Catania da questo punto di vista non è certo mancante. Per quanto possiamo sforzarci di comprenderne ragioni e contesto, è davvero difficile credere alla totale estraneità di Calcio Catania circa la questione Meridi-Fortè, come è difficile credere pienamente alle relative dichiarazioni dei vertici di Finaria, Antonino Pulvirenti incluso. Sulle pagine del quotidiano La Sicilia di oggi si parla di un incontro informale tra Meridi e i creditori, fissato per giorno 15 a Torre del Grifo (sorvolando su tutto, non certo una location casuale). Visto che di creditori si parla, è bene ricordare quanto raccontato dal collega Vittorio Romano qualche giorno fa circa la rinuncia di Meridi di un credito di 2.386.000€ che vantava nei confronti del Catania: segno di un collegamento neanche troppo indiretto tra due società appartenenti alla stessa holding, Finaria.

Se, producendo utili, Meridi evidentemente (il credito può essere una prova in tal senso?) è stata d’aiuto al Catania, viceversa con la cessione dei punti vendita Fortè cosa succederà alle casse del club rossazzurro? Cessione che, e questo punto bisognerà chiarirlo bene, non si sa se porterà svantaggi o vantaggi alle casse della società calcistica che, tra l’altro, ma non c’è bisogno di ricordarlo, in questo momento si trova in una condizione sportiva tale da non guadagnare cifre adatte al proprio sostentamento. Cosa succederà, quindi, quando il Catania non potrà contare sulla liquidità offerta da Meridi? Fatto salvo che, nel calcio contemporaneo in maniera più importante che nel calcio di “ieri”, la proprietà di una squadra non può contare solo sulle entrate sportive, specie in queste categorie, in che modo verrà garantità la vita della stessa?

E, parlando di cose un po’ meno importanti rispetto ad altre, come si può progettare e programmare, costruire e consolidare, senza entrate particolari? Finaria, holding di riferimento, e Calcio Catania Servizi quanto ancora potranno (sempre parlando di aspetti “bassi” come una vittoria o due) sopportare e supportare la Serie C? Infine: lo scorporo di Calcio Catania Servizi (Torre del Grifo) da Calcio Catania quanto può essere conditio vantaggiosa per un’eventuale cessione? Passiamo una buona domenica: tra campo, extra-campo ed ippocampo (salvaguardando la memoria). Catania-Sicula Leonzio ci terrà impegnati per novanta minuti: il resto presuppone il dialogo nella sua forma più vera. “Dia-logos”, “mediante la parola” e “parola tra”, tra interlocutori. In attesa di risposte.