La consapevolezza di essere

By
Pubblicato: 12:33 - 14 Ottobre, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

L’istante non è solo una frazione di tempo: l’istante è consapevolezza di essere, di esserci. L’arcano mistero ricercato dai “Don Giovanni” della vita: scovare, trovare e allungare quei cinque o dieci secondi di piena coscienza di esistere in una determinata maniera nel mondo. Per il Catania due giorni, senza sosta, di spontanea e naturale riflessione. Cosa è stato fatto? A che punto si è giunti? Quanto ancora si può migliorare e quanto ancora, al contrario, si può sbagliare?

Perché l’istante, l’attimo, è anche specchio, è visione dettagliata: l’essere consapevole dell’incipit. Consapevolezza di essere una squadra forte, a tratti fortissima, nel caso del gruppo di Andrea Sottil: il primo tempo del Pinto ci offre il “lusso” di posare le scarpe di piombo, per una volta. La ripresa ci porta a scuola: ci spiega che con le definizioni e le buone intenzioni nel calcio si fa metà del lavoro. Il resto lo fa la pratica: l’attenzione massima fino alla campanella, determinante per cogliere tutte le sfumature di una singola partita, “infinita” come racconta, in più episodi, questo meraviglioso sport. Ma si può sbagliare: “perfettibile” è qualcosa che può migliorare, e che per migliorare ha bisogno di non commettere errori. E come fai a non commettere errori se non li hai mai conosciuti, toccati con mano, provati? L’istante “sospeso” del Catania è perciò anche consapevolezza di essere stato e di ciò che sarà: “provvidenza” e “previdenza”.

“Provvidenza” del passato, degli sbagli chiusi nel cassetto dei documenti archiviati, e “previdenza” delle necessità future: cosa serve? Quanto manca per diventare una macchina perfetta? Martedì sera la curiosità diventerà materiale: il lavoro mentale svolto da Sottil in estate (e non solo) potrà essere toccato, afferrato, sezionato e analizzato con cura. Verrà svelato in tutte le sue forme: nell’approccio ad un match importante, quella contro il Trapani, nell’esecuzione di uno spartito fatto di note e colori, quello della gara nella sua interezza, e nella risposta ad un gol, quello di Floro Flores, subìto all’ultimo istante. Eccolo, l’istante: maestro che può cambiare tutto e che può definire, in modo chiaro, la “consapevolezza di essere” del Catania.