La gara della pazienza

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Pubblicato: 16:12 - 14 Marzo, 2019


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

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C’è qualcosa che va oltre il semplice patire: nel calcio quella cosa, la pazienza, è ben più di un’espressione di forza interiore. E’ forza pratica. Partiamo dal termine. Non è un sopportare passivamente, la pazienza come noi la conosciamo, nel calcio: l’essere paziente, “patiens”, è “l’essere resistente” della sfumatura latina. E in questo senso, il Catania domenica contro la Juve Stabia dovrà essere “patiens”, paziente, al punto giusto.

“Come lo è stato contro il Catanzaro?”, direte voi. Più o meno, rispondiamo noi: più o meno, sì, ma in maniera diversa. La sfida del Ceravolo ci consegna una certezza incrollabile: la formazione di Novellino ha fatto la gara “perfetta”, laddove per “perfetta” si intende “perfettamente adatta al contesto”. Allora sì, in quel senso il Catania dovrà ripetere la prova mostrata contro le aquile, ma adatta al contesto diverso che offrirà uno stadio formato bolgia, come il Massimino domenica, e un avversario decisamente differente, che non ha bisogno di ulteriori presentazioni rispetto a quelle offerte da classifica e statistiche. Capite, adesso, perché se c’è una parola chiave da premettere ad ogni tipo di analisi rivolta al match con le Vespe, quella è senz’altro “pazienza”? Pazienza nell’andarli a prendere, pazienza nella lettura dell’incontro, pazienza nel colpirli. Pazienza anche nella risposta dagli spalti, se il risultato non dovesse sbloccarsi. Perché gare del genere possono anche non sbloccarsi subito, o mettersi in salita: e perché no, anche in discesa, ma fondamentale sarà avere pazienza.

E alla “pazienza” bisognerà associare un altro termine: “salvaguardia”. Salvaguardia del progetto tecnico che verrà portato avanti da qui a fine stagione da mister Novellinno: con le due punte, stando ai segnali lanciati a Catanzaro, e con la tranquillità mostrata dall’arrivo del tecnico di Montemarano. Lucida tranquillità che bisognerà mettere in campo contro una Juve Stabia, quella di Fabio Caserta, che, qualora dovesse non riuscire a sbloccarla proverà a non subire e non perdere, piuttosto che sbilanciarsi. Ma Novellino e il Catania questo lo sanno: “pazienza” come “sapienza”. Anche questo consolida la “forza” di una squadra, verso il futuro.