L’avversario: Cosenza solido, cinico e…imbattuto in casa

L’avversario: Cosenza solido, cinico e…imbattuto in casa

Il 2016 calcistico del Catania non si è aperto sotto i migliori auspici. E’ vero, due pareggi consecutivi non possono far gridare al fallimento e le prestazioni contro Fidelis Andria e Monopoli sono state accolte con positività dallo staff tecnico, al di là del mero risultato. Però la graduatoria si è mossa poco o nulla, gli etnei restano lì, a +1 dalla zona playout e hanno l’esigenza di porsi a distanza di sicurezza da una parte di classifica che, ad essere onesti, non ha nulla a che vedere con l’organico di mister Pippo Pancaro. La vittoria, si sa, spesso è la panacea di ogni male e i rossoazzurri proveranno a prendersi i primi tre punti del nuovo anno solare sul campo più difficile (lo dicono i numeri) dell’intero girone C di Lega Pro, al “San Vito” di Cosenza contro la squadra calabrese che, settimana dopo settimana, si sta proponendo come seria candidata alla promozione in serie B.

Sembra strano, alquanto paradossale, se si torna indietro a quel 7 ottobre scorso, quando al “Massimino” il Catania ospitava il Cosenza e dava vita ad un vero e proprio assalto all’arma bianca, contenuto solamente dai miracoli del portiere dei calabresi Perina. Da quella partita in poi i ragazzi di mister Roselli hanno tenuto un ruolino di marcia invidiabile che li ha proiettati nelle zone altissime di classifica. Quinto posto, con 30 punti totalizzati in 17 partite giocate e con una gara da recuperare rispetto alle dirette concorrenti (quella di Martina Franca rinviata per neve). Una compagine cinica, che sfrutta al meglio anche la minima occasione da rete e le 14 reti all’attivo, terzo peggior attacco del campionato, ne sono la più limpida dimostrazione. Una squadra che, però, fa della solidità difensiva il proprio credo ed il punto di forza primario: appena 10 gol subiti, miglior difesa, in coabitazione con la Fidelis Andria.

Ad impressionare, però, è il bottino casalingo: 7 vittorie ed un pareggio in 8 partite. Solo l’Akragas può fregiarsi dell’onore di essere uscito dallo stadio dei rossoblù indenne ma erano altri tempi, era ancora settembre, era semplicemente un altro Cosenza. Da quel pareggio in poi, qualsiasi avversaria presentatasi in Calabria è tornata a casa mani vuote. I “Lupi” hanno messo a segno solamente 10 reti tra le proprie mura, un’inezia se si pensa alle 16 realizzate dallo stesso Catania, ma hanno visto bucata la propria porta solamente in 2 occasioni. Nelle ultime 5 uscite, i calabresi hanno ottenuto 3 vittorie, contro Melfi, Fidelis Andria e Ischia, un pareggio, 0-0 a Benevento, ed una sconfitta, 2-0 a Foggia. Il 4-4-2 è l’abito tattico della squadra, comandamenti principali sono la densità in mezzo al campo, mantenendo tutti, o quasi, i giocatori dietro la linea della palla in fase di non possesso, e ripartenze fulminanti grazie alla velocità degli esterni Statella e Criaco. Arrighini e Raimondi sono gli attaccanti centrali che, a dir la verità, più che impegnati a bombardare le porte avversarie, si dedicano ad un lavoro di sacrificio in fase di copertura.

Uno dei peggiori avversari possibili nel momento in cui urge una vittoria. Sarà una partita maledettamente complicata, in cui lo spirito di sacrificio e la lotta in mezzo al campo la faranno da padrone. Il Catania dovrà fare a meno di Russotto e, con Calderini in dubbio, attende con ansia il personaggio della domenica, quel protagonista, anche inatteso, che possa far scoccare la scintilla. Una sfida che andrà affrontata con molta pazienza ma senza paura. D’altronde, la tempra delle grandi squadre e dei grandi giocatori si palesa nei duelli più complicati e occasione migliore di questa per mostrarsi forte, probabilmente, al momento non c’è. Una partita da veri uomini, una partita per capire chi sei veramente e per sapere qual è il vero Catania.

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