L’essenziale “non” è invisibile agli occhi: non si può fare a meno di Russotto

L’essenziale “non” è invisibile agli occhi: non si può fare a meno di Russotto
Antonio Torrisi

Ve l’avevamo chiesto qualche settimana fa, in maniera piuttosto retorica: si può fare a meno di questo Russotto? Semplice, non si può. Sia per il rendimento mostrato fin qui, sia perché la sconfitta del Catania contro la Sicula Leonzio gli dipinge gli abiti di “essenziale”, senza troppi giri di parole.

Al di là di ciò che è stata la gara del Massimino, è forse ancora troppo presto per tentare esperimenti in avanti che non prevedano una seconda punta leggera insieme a Ripa o Curiale: proporli insieme, almeno per ora, corrisponde più ad un azzardo che ad una soluzione concreta. Per il resto, che sia stato proprio Russotto il primo cambio al 35′ per suonare la sveglia non è un caso: è quello che sta meglio, sia mentalmente che fisicamente, ed è quello che risolve tutto. Quando vuole, accende la partita: ieri non è successo? Qui bisognerebbe uscire dalla prospettiva del singolo per abbracciare quella generale: non è il contesto adatto. Se, però, il Catania nella seconda metà del primo tempo è riuscito a creare qualcosina, o almeno ad impensierire la retroguardia di Pino Rigoli, il merito non può che essere del numero sette rossazzurro: segno che se togli ad una squadra che fatica ancora a trovare il ritmo giusto l’elemento che questo ritmo lo dà e lo sa dare (come pochi altri in questa categoria), puoi ritrovarti ad inseguire piuttosto che a dettare legge.

E’ vero, nel finale è stato anche lui un po’ fumoso, e nessuno assicura che se schierato dall’inizio avrebbe cambiato l’inerzia del match, ma se nel calcio ci sono dei giocatori “essenziali” uno tra questi, per il Catania, è sicuramente Russotto. Imprescindibile, almeno per adesso. In futuro si vedrà.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.