L’importanza del dialogo

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Pubblicato: 13:51 - 18 Novembre, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Dialogare, analizzare: chiarirsi, per ripartire. Il Catania è “guarito”? Il Catania è mai stato realmente “malato”? Il Catania è tornato: ma non solo al Menti. Che “mente”, spudoratamente: lo fa attraverso i novanta minuti spiegati dal campo, lo fa attraverso il risultato. Perché né i primi, né il secondo possono raccontare realmente quanto accaduto ad inizio settimana, ben più importante di un punto o di un gol mancato.

“Parla”, l’invisibile: ciò che non è possibile osservare se non volgendo lo sguardo ben oltre il rettangolo verde. L’importanza del dialogo e dell’ascolto, tra il direttore Pietro Lo Monaco e mister Andrea Sottil. Il confronto, costruttivo: nessun “intervento mirato”, nessuna correzione. Solo il consolidameno di basi e intenzioni comuni, di tappe e provviste per il lungo cammino verso la gloria. Le ritrovate certezze estive (tattiche e non solo) coincidono con il ritorno alla porta inviolata: la semplicità, invece, coincide con la settimana di lavoro (piena, questa volta) e la possibilità di recupererare dagli acciacchi. Elementi esaltati dall’analisi cooperativa tra le componenti essenziali di una squadra: lo staff tecnico, i giocatori, la dirigenza.

E tutto questo no, il risultato non lo racconta in maniera esplicita: lo spartito della gara rende vive le occasioni sciupate in fase offensiva e i pericoli generati dalle traiettorie imprevedibili di Calò. La tranquillità mostrata sa di medicina: poi sul punto in sé si può discutere senza fine. Chi voleva una vittoria, è deluso: chi voleva non perdere, è soddisfatto. Chi, invece, voleva una risposta dal Catania, sorride: perché il concetto di “gruppo” trascende le differenze di maglie e ruoli. Non è un asse verticale, gerarchico, ma una questione di prospettiva, il cui punto focale è il dialogo. Quello che c’è stato ad inizio settimana, ad esempio, e che potrebbe aver risolto, in pochi giorni, i problemi pressanti della formazione rossazzurra.