Lo Monaco e il campo: “Serve il sostegno di tutti per trasmettere positività”

By
Pubblicato: 17:13 - 22 Marzo, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Crisi e positività: questi alcuni dei temi trattati dall’Ad Pietro Lo Monaco, intervenuto oggi in conferenza stampa a Torre del Grifo per chiarire il momento di forma del Catania.

AMBIENTE – “Cercheremo di arrivare alla partita con il Foggia nelle migliori condizioni. Volevo fare un’analisi della situazione che si è venuta a creare in tre settimane, se pensiamo che eravamo sesti e adesso siamo dodicesimi: è un momento negativo, ma come ce l’hanno tutte le altre squadre. Non ho mai perso occasione di chiarire quale sia il nostro obiettivo con una certa linearità, ma persiste un modo di pensare, e quando una squadra va così in difficoltà dispiace. Se una società cambia allenatore lo fa perché vede delle problematiche che possono essere migliorate, ma se questo dopo tre settimane quello nuovo se ne va tirando in ballo questioni di responsabilità, significa che lottiamo contro diverse questioni. L’ambiente è dovuto a quattro anni in cui si è mangiato mer**, ma qui tutti ci si sente autorizzati ad essere giudici, quando invece siamo in Lega Pro, e ci sono squadre che ci provano da tanti anni e non ci riescono, perché non è facile.”

OBIETTIVI E MENTALITA’ – “Questo è un anno in cui se raggiungi i Playoff fai un capolavoro, e poi speri nella roulette russa perché quello è un campionato a parte. Oltretutto, i Playoff sono alla nostra portata, ma l’ambiente ha acquisito una mentalità distruttrice e che gode della distruzione del Catania. Il colpevole c’è di questi quattro anni, ma i giudici stanno al tribunale, chi dovrebbe giudicare poi? La battaglia che sta portando avanti questo club è quella della sopravvivenza perché otto mesi fa questa era una società fallita che non poteva iscriversi al campionato. Questa squadra è in crisi, complice anche il cambio di allenatore e delle scelte che possiamo sbagliare, ma i giocatori che con noi non giocavano stanno facendo bene in altre piazze, quindi l’organico è di tutto rispetto.”

STARE VICINI ALLA SQUADRA – “A Pagani giocavamo contro una squadra in periodo positivo, ma abbiamo avuto diverse palle gol: abbiamo preso gol perché presi dall’eccessiva paura, dovuta al voler fare bene, e nel secondo tempo abbiamo avuto 25 minuti in cui abbiamo fatto la partita, prima di prendere la maledetta rete che ci ha tagliato le gambe. Nessuno ci ridà la Serie A e nessun tribunale condanna i colpevoli di questo scempio, c’è stato, ma adesso siamo in Lega Pro, e la negatività non serve. Chiedo alla città di starci vicino e mettere da parte tutto, certo è che non posso chiederlo a chi scrive sui social, sui muri e sui siti… La squadra non riesce a tirar fuori il meglio così.”

TATTICA E FUTURO – “Il cambio di modulo? Questa è una squadra che può giocare come vuole, ha i numeri per farlo. La condizione atletica? Nelle ultime due partite sta cambiando. Il preparatore in una squadra progetta e modella il lavoro in base all’allenatore, non fa ciò che vuole quando arriva…La giornata rossazzura? Dovrebbe essere quella con il Siracusa. De Zerbi? Robertino lo sento spesso, anche quando stava a Foggia. Sono discussioni tra un padre calcistico e un figlio calcistico, ma lo faccio anche con gli altri. Cosa bisogna fare adesso per trasmettere positività? Non sono mai stato molto tenero con i miei giocatori, ma bisogna dargli tranquillità per fargli riprendere consapevolezza delle loro possibilità. La partita di domenica è un’occasione per ripartire, mi aspetto che ci sia la partecipazione di tutti.”