Lo Monaco: “Mercato chiuso. Pecorino in prestito al Milan perché…”

Lo Monaco: “Mercato chiuso. Pecorino in prestito al Milan perché…”
Antonio Torrisi

Intervenuto a margine della conferenza stampa di presentazione di Catania e Pinto, il direttore Pietro Lo Monaco ha risposto così alle domande di mercato.

MERCATO – “Pecorino? Al Milan in prestito. L’ho dato in prestito perché puntiamo su di lui per il futuro, e ci siamo riservati una percentuale per la rivendita. Si chiama strategia di mercato. Abbiamo Rossetti e Barisic: là davanti in un settore in cui giocano solo in tre abbiamo tanti giocatori. Mi sembra un po’ troppo per questa categoria: dobbiamo cercare di sistemare Brodic e Liguori. Detto questo, voglio rimarcare il buon lavoro fatto dal nostro settore giovanile. Abbiamo ceduto ben quattro ragazzi a squadre di Serie A: Di Stefano alla Sampdoria, Florida al Verona, Milazzo al Torino e Pecorino al Milan. I costi? Se dovessimo riuscire a sistemare quei tre o quattro giocatori che hanno bisogno di giocare, quindi giusto che lo facciano altrove, direi che siamo sulla stessa falsa riga dello scorso anno. Mercato chiuso perché non ho mai messo a repentaglio la vita di un’azienda. Non posso stare dietro a chi spende dodici o quindici milioni di euro. E siamo riusciti a mettere in piedi un organico importante. Andiamo avanti per la nostra strada e seguiamo le nostre linee.”

SU CATANIA E PINTO – “Quello di Emanuele è un felice riappropriarsi della sua catanesità. Molti hanno storto il muso dicendo che abbiamo preso vecchietti, quando lo abbiamo preso, dimenticando oltretutto che ci sono i più giovani. Emanuele ha voluto fortissimamente questa maglia e noi siamo stati felicissimi di accoglierlo. A gennaio lo stavamo già per prendere, ma per rispetto per il Siracusa non lo abbiamo preso. Siamo sicuri che darà e si toglierà tante soddisfazioni. Giovanni è un giocatore che avevamo già nel mirino e averlo preso ci rende soddisfatti al cento per cento.”

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.