Lo Monaco sulla stagione appena conclusa

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Pubblicato: 14:55 - 14 Giugno, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Non solo questione economica: il direttore del Catania intervenuto in conferenza stampa ha parlato anche del resoconto della stagione.

RISULTATO FINALE- “Abbiamo pagato il rendimento negativo di giocatori che pensavamo potessero dare chissà che cosa. Perché non sta scritto da nessuna parte che per virtù dello spirito santo il Catania debba vincere il campionato. L’aspetto mentale? Se vogliamo parlare della partita di Trapani, forse è stata una delle poche partite in cui la squadra ha dimostrato uno spirito garibaldino. Eppure quel giorno il Catania ha dimostrato di potersela giocare anche in otto uomini. Se ho qualcosa da rimproverarmi? Ho da rimproverarmi di non aver avuto il dono dell’ubiquità, tra campo ed extracampo. Ci rimbocchiamo le maniche e ripartiamo, e ci riproveremo l’anno prossimo. Vi assicuro che passeranno non so quanti anni, ma riporteremo il Catania dove merita. Se bisogna cambiare qualcosa nella gestione quotidiana, visti i risultati? Quali risultati? Per voi sono deficitari, per me sono buoni.”

TRA SILENZIO STAMPA ED ESONERI – “Il silenzio stampa? Avevamo richiamato un allenatore che quando era andato via, era andato con alcune dichiarazioni non felici su qualche giocatore che avrebbe giocato i Playoff. Quindi abbiamo ritenuto fosse meglio così. La nomina di Novellino? Arrivare a cambiare un allenatore a quel punto del campionato non è il massimo della vita, anche per il ventaglio delle scelte e per la possibilità di incidere.”

SUL TIFO – “Presa di posizione dei tifosi? Io non mangio con le prese di posizione. Se in dieci anni di Catania io avessi dato ascolto alle prese di posizione non sarei stato qui. Io non ho bisogno di difendermi davanti a nessuno. Noi ripartiremo: e non abbiamo bisogno del consenso dei siti e sitarelli o di prese di posizione. Ma cosa dovrei fare? Io gestisco il Catania, mettendoci salute, faccia e tutto il resto. L’attacco ai tifosi? Io parlavo di una parte che non reputo tifosi del Catania.”