Lodi, “faro” del centrocampo: i numeri della gara con la Paganese

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Pubblicato: 14:04 - 26 Marzo, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

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Alla voce “faro”, o “luce”, sul dizionario trovate più o meno la stessa cosa: “Francesco Lodi, centrocampista del Catania”. E qualora dovesse esserci ancora un vocabolario restio ad aggiungerlo tra le definizioni, si rassegnerà con il tempo: la partita del numero dieci rossazzurro contro la Paganese è stata semplicemente perfetta. Scopriamo insieme il perché, in pochi punti.

CERTEZZA – Analizziamo, innanzitutto, i passaggi di Lodi nel primo tempo: come potete notare dal grafico qui sotto, il fantasista etneo ha giocato 39 palloni, di cui 34 andati a buon fine e solo 5 sbagliati. Una certezza per i compagni, se si pensa che i retropassaggi effettivi sono stati solamente 8 e i cambi di gioco almeno 5. A colpire, in stile Lodi, sono le verticalizzazioni: 2 di queste decisive (in giallo), per i gol di Barisic e Mazzarani, ma sempre molto pericolose.

COSTANZA – Nel secondo tempo la storia non cambia: 30 palloni giocati, di cui 24 buoni e 6 sbagliati, compreso un tiro dalla lunga distanza (in viola nel grafico). Segno che, nonostante i cambi (e l’inserimento di Rizzo) l’atteggiamento di Lodi non è stato meno attento nella ripresa, con l’assist no-look che diventa ciliegina su una torta-prestazione da incorniciare.

LIBERTA’ DI MOVIMENTO – Cristiano Lucarelli ci ha visto lungo: lo ha anche dichiarato in conferenza stampa, riproporre Lodi nel ruolo di mezz’ala, in vecchio stile rispetto alla sua carriera, lo ha liberato dalla pressione degli avversari. Tant’è che, come dimostra l’immagine della posizione al momento del tocco-palla (nel primo e nel secondo tempo), si può trovare Lodi in tutte le porzioni del centrocampo, indifferentemente da destra o sinistra.

NUMERI DA “DIECI” – Una prestazione da “dieci”, senza se e senza ma, con 69 palloni giocati (nell’immagine in fondo), 58 andati a buon fine e solo 11 errati, di cui 11 retropassaggi effettivi. E i gol di Barisic e Mazzarani, deliziosamente propiziati dal tocco di Lodi: complice la Paganese, chiaro, che non ha pressato quasi mai sul portatore di palla, ma emblema di un giocatore rivitalizzato da un’intuizione che può portare al Catania gioco e gol pesanti.