Lucarelli: “Non siamo ancora una macchina perfetta, ma per adesso badiamo al risultato”

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Pubblicato: 15:43 - 24 Marzo, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Un po’ conferenza, un po’ analisi delle immagini: mister Cristiano Lucarelli intervenuto in sala stampa ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

SITUAZIONE SQUADRA – “Da Monopoli in poi non ho visto solo una squadra, ma un plotone di giocatori che ci seguono. Eppure sono arrabbiato: è stato peggio di perdere 5-0 contro il Monopoli, perché vedere una prestazione così ci deve rendere fiduciosi per il futuro. Avere 24 giocatori è una fortuna: dobbiamo essere fieri di questo, perché hanno giocato praticamente tutti. L’esigenza di mettere Lodi mezz’ala nasce dal fatto che quando lo pressavano faticavamo a creare gioco, quindi è venuta quest’intuizione, anche tornando alla gioventù di Lodi, di liberarlo da marcature. Adesso se gli avversari ci vanno a prendere il playmaker ci fanno meno danni di prima. Abbiamo trovato il nostro equilibrio, non siamo ancora quella macchina perfetta che vorrei fossimo, ma a questo punto della stagione è meglio badare più al risultato.”

TRA LECCE E PAGANESE- “Non sono sicuro che se avessimo vinto il Lecce si sarebbe fatto rimontare due gol. Finché la matematica non ci condanna andiamo avanti, perché quando si arriva alle ultime giornate di campionato, ogni partita diventa difficile, come quella nostra domani. Non conosco la parola resa, tranne quando c’è la matematica. La gara di domani? Può darsi che in qualche momento dovremo rincorrerli, perché la Paganese non dà punti di riferimento e che attacca ogni volta che riconquista palla. Senza se e senza ma, bisogna vincere.”

SUI GIOVANI – “Ci sono due o tre giocatori della Berretti che possono fare lo stesso percorso di Manneh, ma sono giovani: siamo in una piazza molto esigente, prima bisogna capirsi con i ragazzi e poi decidere quando lanciarli. Allegri è bravissimo in queste cose, ricordo il primo anno di Dybala, veniva sempre criticato perché non lo faceva giocare, poi l’ha inserito bene e adesso sanno tutti chi sia il giocatore.”