Il Catania di Lucarelli nella storia come Piccini e Nicolosi: è Record in trasferta

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Pubblicato: 19:12 - 18 Dicembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Altro giro, altro record, questa volta “storico”: il Catania di mister Cristiano Lucarelli non si ferma e, anzi, continua a scrivere il proprio nome sugli almanacchi a tinte rossazzurre. Il tabù trasferta? Un brutto ricordo: grazie alla vittoria maturata sul campo del Rende, infatti, la squadra etnea abbandona lo stereotipo di “formazione tradizionalmente forte in casa e meno efficace fuori” ed eguaglia un primato durato ben 70 anni.

I numeri parlano chiaro: 6 vittorie in totale nel girone d’andata, secondo rendimento esterno della Serie C con 18 punti conquistati, ma miglior attacco con 15 reti: mica male, no? Basti pensare che nelle ultime 17 stagioni, solo nell’anno “preludio” alla gestione Pulvirenti-Lo Monaco il Catania è riuscito a collezionare 6 successi in trasferta, tra l’altro nell’arco dell’intero campionato. Ma dicevamo, c’è di più nella doppietta di Ripa e nel gol di Curiale di ieri: un record storico che porta i nomi di Achille Piccini e Nicolò Nicolosi, allenatori che tra il 1947 e il 1948 hanno guidato i rossazzurri al primo posto del Girone T di Serie C, al loro secondo anno di vita come “Calcio Catania”. In quel caso, durante la prima parte di stagione composta da 15 partite, gli etnei riuscirono a vincere contro Gioiese, Arsenale Messina, Acireale, Termini, Canicattì e Acquasanta Palermo, tra l’altro con l’esonero di Piccini alla dodicesima e la nomina di “Cocò” Nicolosi come allenatore-giocatore da lì fino alla fine.

Risultato finale? Dieci vittorie complessive in trasferta e primo posto, ma la promozione in Serie B non arriverà: per quell’anno, infatti, vista la riforma calcistica del dopoguerra, era stata presa la decisione di bloccare il salto di categoria per l’affermazione (solo attraverso la prima posizione o gli spareggi tra seconde) nella nuova Serie C nazionale, distinta dalla Promozione Interregionale. Discorso inverso per il presente: superato Pasquale Marino (che ci era andato vicino), il Catania di Lucarelli si gioca la Cadetteria, su questo non ci piove. E a giudicare dal cammino (e dalla storia) i segnali per lottare fino alla fine ci sono tutti.