Ma che è successo in settimana?

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Pubblicato: 16:13 - 15 Aprile, 2019


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

In maniera scanzonata, riflettendo sul presente di fronte ad un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, ci chiediamo: che è successo a Novellino e al Catania in settimana?

E ci scusiamo se possiamo sembrare a tratti irriverenti: del “come sarebbe andata se” non ci interessa. Ma da domenica a domenica è cambiata la dialettica, sono cambiate le scelte. E’ cambiato Novellino? Di sicuro il verso delle sue parole: come si è passati, in pochi giorni, dalla frase “La vittoria è importante ma dedicata ai nostri tifosi e ai giovani” recitata in mixed-zone dopo il successo con il Bisceglie (spinta a gran voce dall’appello ai “fatti” e a mettere da parte le “parole” e gli alibi), alla ricerca di una motivazione a metà tra il manto erboso del Fanuzzi e il direttore di gara? E i giovani dove sono finiti? Perché e come si è arrivati ai tre cambi di ieri (Di Piazza, Sarno e Rizzo), senza un accenno ai ragazzi che “permettono di sposare una causa vinta, perché i giovani alla lunga ti danno molto”, dando invece piena fiducia a giocatori più esperti? La partita non è poi tanto diversa rispetto a quella del Massimino dello scorso weekend.

C’è stato su questo tema un confronto tra società e allenatore, in settimana? Ogni scelta è rispettabile, primo perché a farla è un allenatore con un’esperienza infinita, secondo perché se noi abbiamo le dita su una tastiera, lui le ha sulla squadra. Ed è per questo che chiediamo: perché non seguiamo quotidianamente gli allenamenti, né viviamo lo spogliatoio. Marotta non gioca per novanta minuti, stranezza se pensiamo anche al dopo-Reggio (schierato dal primo contro la Viterbese): che è successo con Marotta? Si tratta di una scelta tecnica? E’ successo qualcosa o era indisponibile?

Il Catania avrebbe perso comunque, o chissà forse no. Non è questo il punto: cosa è cambiato dalla decisione-fermezza nelle parole e nei fatti (“i segnali”) delle scorse settimane all’atteggiamento di ieri? Forse sarà stato solo un episodio: forse è stata l’ennesima ricerca di risposte che Novellino vuole dai giocatori più esperti in vista dei Playoff, rischiando anche brutte figure e di perdere altre gare. Ma occorre trovare presto un senso a tutto questo.