Meriti e demeriti in un pari amaro

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Pubblicato: 17:57 - 10 Aprile, 2018


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

Vespe impaurite e senza pungiglione ieri al Massimino? Decisamente sì, ma in effetti la Juve Stabia ha messo in atto la strategia classica di molte squadre che sono passate dal Massimino: chiudersi e cercare di portare via almeno un punticino. Detto questo c’è una domanda che ancora non ha trovato una giusta risposta: sono stati maggiori  i meriti dei campani o i demeriti offensivi dei rossazzurri?

Analizzando la gara, in effetti, il Catania non è stato in grado di avere la meglio negli scontri diretti, nell’uno contro uno che in parte la Juve Stabia aveva proposto schierandosi a specchio. Diciamo in parte perché in realtà in alcuni frangenti il Catania gli spazi li aveva trovati, soprattutto grazie alle giocate di prima di Lodi in verticale sulla pressione avversaria. Le difficoltà, però, si sono palesate quando Nava e compagni hanno preso le misure agli esterni avversari. Manneh e Barisic preferiscono attaccare la profondità, ma la difesa campana non ha mai concesso questa soluzione.

L’ingresso di Russotto, da questo punto di vista, è stato fondamentale perchè ha garantito sia la possibilità di andare sul fondo che, soprattutto, di sfruttare il “piede invertito” con la conseguente aggressione della zona centrale. Il 4-2-4 di contro ha allontanato Lodi dalla zona calda, impedendo le verticalizzazioni, e ha anche lasciato i rossazzurri in inferiorità numerica in mezzo al campo. A tutto ciò si devono aggiungere poi la ritrosia ad arrivare sul fondo sia di Marchese che di Blondett. Scelta tattica per coprire Mazzarani e Lodi? Forse, ma con Porcino la manovra è apparsa più dinamica.

Insomma forse Lucarelli avrebbe potuto cercare di trovare qualche soluzione alternativa, magari provando la carta Manneh o Di Grazia in versione mezzala al posto di Mazzarani, ma in effetti non si può non sottolineare come la squadra abbia tentato fino in fondo di conquistare i tre punti. Forse il nervosismo e la relativa frenesia hanno limitato la fase offensiva, ma meriti e demeriti vengono distribuiti in egual misura, con la consapevolezza che in un altro momento della stagione un pareggio del genere sarebbe stato digerito in maniera differente.