Missione Playoff: “l’esperto” Semenzato, tra riscatto e seconda occasione

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Pubblicato: 21:14 - 22 Maggio, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Le premesse non sono delle migliori, direte voi: ma perché giudicare un film dall’incipit e dallo svolgimento, senza aspettare il finale? Che poi è risaputo: nei thriller psicologici gli ultimi quindici minuti sono fondamentali. Figuriamoci nel calcio! E direte voi, ancora: perché dopo un campionato ben al di sotto delle aspettative il Catania dovrebbe puntare su Daniel Semenzato?

E se vi dicessimo che dati alla mano nessuno, né Ripa, né Curiale, né gli altri rossazzurri hanno collezionato lo stesso numero di presenze ai Playoff del terzino di Montebelluna? Ecco, cambiano le premesse: un classico, nei thriller psicologici. Lontani dal finale, quello arriverà sul campo, parliamo dei numeri, perché di questo si tratta: di semplici, freddi, ma eloquenti numeri sull’asse Bassano del Grappa-Pordenone. Senza dimenticare quanto accaduto in questa stagione: sarebbe fin troppo facile parlare di “seconde occasioni” senza contare prestazioni negative e chances sprecate. Ciò che risalta, però, è l’esperienza negli spareggi promozione: dodici “cartellini timbrati” e un gol tra Virtus Bassano e Pordenone, in due stagioni. Dodici in due stagioni? Sì: praticamente tutto il percorso che porta alla “madre di tutte le partite”. E nello specifico ad una finale contro il Como e ad una semifinale contro il Parma, a pochi passi dal traguardo. E tra le “regole non scritte” di questo meraviglioso sport c’è una certezza: il calcio non dimentica. Sorvola, mette tra parentesi intere stagioni negative in un istante: è quello che spera, in fondo, lo stesso Semenzato.

Trovarsi al posto giusto al momento giusto: tornare utile alla causa del Catania, chissà, in quelle partite contro piazze meno calde, lì dove può esaltarsi senza paura di sbagliare. Senza paura di deludere le aspettative. In questo senso partire da outsider può essere un vantaggio: il resto dovrà farlo lui qualora venisse chiamato in causa da Lucarelli. Perché il calcio sa essere “romantico” e aprire in un batter d’occhio la porta del riscatto, ma non senza fatica.