Moratti e Pulvirenti: molto lontani, così tanto vicini…

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Pubblicato: 19:31 - 22 Gennaio, 2014


Mariano Torrisi

EDITORE

Muove i primi passi nel 2010 nella redazione di Itasportpress e dopo un anno e mezzo di militanza viene promosso al ruolo di caporedattore, ricoperto fino ad aprile 2013.
Nello stesso anno entra a far parte del gruppo di Catanista per iniziare una nuova ed entusiasmante avventura. Penna schietta e sincera, garbata ma affilata, ha sposato, con grande sentimento, la linea editoriale di Catanista, riuscendo a cogliere sempre l'attimo di ogni accadimento o notizia

Si sfideranno domenica a San Siro Inter e Catania; una partita importante per entrambe le compagini che, per motivi differenti, non vivono momenti facili, con i loro obiettivi iniziali sempre più distanti. La sfida è interessante sotto molti punti di vista ed è un confronto che vede di fronte due grandi presidenti: Moratti e Pulvirenti.

Due uomini che rappresentano molto più di due semplici presidenti di una società, due presidenti-tifosi, il cui cuore batte forte per la squadra che rappresentano. Entrambi vengono da periodi non facili, per motivi differenti, ma uniti dalle difficoltà che quest’annata calcistica sta “regalando” loro. Il primo, Moratti, è stato costretto a cedere la parte più corposa della propria società dopo più di 20 anni di guida indiscussa, dovendosi adeguare per amore della propria squadra a quello che è il trend del calcio odierno, sempre più oggetto di ludo di grandi paperoni provenienti da ogni parte del mondo, nella fattispecie dall’Indonesia. Il secondo, Pulvirenti, si è trovato catapultato in una stagione dove la squadra sprofonda sempre più nei bassifondi della classifica, dopo aver passato la stagione scorsa a sognare il grande volo nell’Europa che conta.

Due leader, due presidenti il cui portafoglio non ha esitato ad aprirsi ogni qual volta bisognasse farlo per il bene della propria squadra e dei propri tifosi, da loro stessi capitanati; già, proprio quei tifosi che in queste ultime settimane non hanno fatto mancare il loro dissenso e le loro critiche senza mezzi termini. Moratti viene da una settimana a dir poco confusionaria, con lo scambio Vucinic – Guarin di fatto annullato dalla tifoseria nerazzurra, con lo stesso presidente ormai diventato “onorario” artefice in prima persona del blocco della trattativa in coabitazione con Thohir, per evitare il surriscaldamento eccessivo di un ambiente già nero di rabbia per i risultati che non arrivano e per un mercato privo di grandi colpi. Ma anche la settimana di Pulvirenti può dirsi piuttosto movimentata, prima con l’esonero di De Canio dopo la sconfitta in Coppa Italia contro il Siena e la chiamata a Maran con cui i rapporti sembravano essersi definitivamente incrinati, poi la sconfitta netta in campionato contro la Fiorentina e i susseguenti ingenerosi cori che hanno accusato il presidente di eccessiva “austerity”.

Ma quanto giusto può considerarsi prendere una posizione netta avversa alle due figure, diverse sì per certi aspetti, ma uguali per quello che riguarda l’amore e la passione dedicati alla propria squadra? Spesso ci si dimentica facilmente che Moratti e Pulvirenti hanno da sempre sostenuto e difeso i propri tifosi, anche in episodi gravi che hanno contraddistinto la loro carriera: Moratti non abbandonò gli ultras quando nel famoso del derby del motorino entrato a San Siro dovette sobbarcarsi di multe e squalifiche, idem dicasi per Pulvirenti nel gravissimo episodio del 2 febbraio, quando fu costretto a vivere una stagione surreale, con lo spettro della retrocessione che sembrava ormai alle porte e a cui Nino riuscì ad opporsi fronteggiando spese ed insidie non di poco conto.

La critica ci può stare, soprattutto quando riguarda le vicende prettamente calcistiche, il tifoso ha anche questo diritto, ma la critica non deve mai essere distruttiva e non deve mai avere la memoria corta perché se oggi l’Inter rappresenta la seconda potenza economica italiana lo deve a Moratti e se il Catania può essere arrivato a sognare l’Europa il merito è di Pulvirenti.

E allora che Inter – Catania sia anche la sfida a chi gridi più forte “Salta con noi, Presidente!”