Editoriale: “Three is the magic number”, noi ci siamo

Editoriale: “Three is the magic number”, noi ci siamo
Antonio Torrisi

No, non siamo pazzi: Harry Potter è passato da Brindisi. Non ha gli occhiali, né la Nimbus 2000: di magico ha il sinistro dal dischetto e il destro a giro dal limite, incantesimi che hanno regalato al Catania la prima vittoria stagionale in trasferta contro la Virtus Francavilla.

Prima, però, un passo indietro, allo scorso maggio. Mentre i rossazzurri aspettavano l’inizio dell’era targata Cristiano Lucarelli, al Franco Fanuzzi di Brindisi andava in scena la finale di Coppa Italia… di Quidditch. No, non siamo alticci, né ironici: lo sport di Harry Potter, proprio quello, con tanto di bolidi, boccino e scope. O meglio, bastoni che simulano scope volanti. E’ successo davvero, e non è un caso che la prima gioia esterna del Catania coincida con i gol dei “maghi rossazzurri”, che sulle spalle portano la dieci e la sette, simboli d’estro e fantasia. Che poi non sia stata una gran partita, per adesso, ad inizio di campionato, poco importa: la vittoria può darti coraggio, quello che ancora ti manca e che ti serve per affrontare un campionato al vertice. Si rischia, è vero: la difesa nel primo tempo ha ringraziato Pisseri, il centrocampo deve ancora trovare gamba e ritmi giusti, ma se riesci a fare del cinismo la tua virtù principale, i tre punti te li porti a casa (quasi) ovunque.

Ci si chiedeva, poi, come si possa tenere fuori, in futuro, questo Andrea Russotto: semplice, non si può. Inutile girarci intorno: entra, due minuti, applica l’incantesimo dello sdoppiamento ed è ovunque, poi prende palla e mira all’angolino. Bacchetta precisa, destro magico e tanti cari saluti: Brindisi si trasforma in Hogwarts e il Catania dà continuità alla gara di sabato contro il Lecce, grazie anche al sigillo chiamato “0-3″ targato Djordjevic.”Three is the Magic number”, è un secondo posto dolce, che sa di aria nuova: senza volare troppo, tenendo la “scopa” bassa. Per restare in tema.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.