O tutti, o nessuno

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Pubblicato: 14:05 - 25 Maggio, 2019


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Se ci conoscete, lo sapete già: non amiamo definirci populisti. Del popolo e tra il popolo sì (non saremmo “la voce della passione libera”, altrimenti), ma populisti no. Preferiamo le analisi basate sui fatti, su ciò che avviene hic et nunc, “qui e ora”, senza sbilanciarci in dietrologie o proteste retoriche. Esiste, però, un limite etico: e oltre questo limite bisogna esserlo, populisti. Ecco: ciò che sta accadendo per le due sfide del Catania contro il Trapani si trova ben oltre il limite citato “poco fa”.

Il nostro potrà anche suonare come un appello tardivo, visti i precedenti, ma (stando alle sensazioni che filtrano dagli uffici) si può davvero anche minimamente pensare di rendere libera la trasferta del Massimino per i tifosi granata e ristretta, invece, quella del Provinciale per i tifosi rossazzurri? No, e con tutto il rispetto per le autorità competenti chiamate a decidere in merito, rifletterci su non può essere la soluzione, per noi. Per tutti. Sarebbe eticamente scorretto anche solo prendersi del tempo per affrontare la situazione nel migliore dei modi: esiste una sola soluzione, per casi del genere. O tutti, o nessuno.

Poi bisognerà fare appello alla maturità delle due tifoserie nel tragitto prima verso Catania, poi verso Trapani: bisognerà fare appello al buon senso di ciascuno, ricordargli che il fine del loro viaggio in auto o in pullman è solo ed esclusivamente quello di sostenere la propria squadra e guardare una partita di calcio, senza scambiarsi “affettuosi saluti” con altre tifoserie, lungo il cammino. Ma questo è un altro discorso. Il derby diviso tra andata e ritorno dovrà essere il derby di tutti: dei grandi e dei piccoli, rossazzurri e granata, storicamente legati, ma avversari per due notti. E basta: senza restrizioni, senza differenze di trattamento. Libera una, dovrà essere libera anche l’altra trasferta. Dovrà essere festa, come festa è il calcio. Come festa è lo sport.