Pablo? La nuova “Risorsa” si chiama Torre del Grifo

Pablo? La nuova “Risorsa” si chiama Torre del Grifo
Antonio Torrisi

L’abbiamo definita (e continuiamo a farlo) “decisione illogica” quella di voler andare avanti, alla luce della grave situazione che da anni accompagna “l’universo Pulvirenti”: definire Torre del Grifo una “risorsa” non può che rafforzare questo concetto.

Vi abbiamo già illustrato lo stato in cui versa il centro sportivo, tra adeguamento alle norme anti-Covid e relativi costi, garanzie che occorre consegnare ai dipendenti (tredicesima ai dipendenti di Torre del Grifo, il mese di febbraio agli istruttori), così come vi abbiamo già raccontato della riapertura in programma per le prossime settimane e che rientra nell’ottica di quel progetto di ricostruzione messo avanti nella richiesta, poi accettata, di ammissione alla procedura di concordato in bianco. Torre del Grifo rimane il paradosso simbolo della gestione recente di Pulvirenti: ultimo appiglio, così come ultimo prodotto positivo in ordine di tempo (al di là dei risultati sportivi del 2012 e del 2013, e al di là delle potenzialità ancora inespresse) della sua governance al Calcio Catania. Ed è rimasto solo questo, tra l’altro, messo in vetrina per una cessione quasi più della stessa società sportiva: nota tristissima, forse la più triste, nonché segno di un’amarissima decadenza.

C’è che avere Torre del Grifo in questo momento è una fortuna, sì, ma le “risorse”, come ci insegna la recente storia rossazzurra, bisogna saperle gestire per non incappare in un paradosso spazio-temporale: ritrovarsi tra le mani una “risorsa” che non si chiama Pablo e che non parla argentino, senza tatuaggi né vizi, ma che allo stesso modo può illuderti di poter andare avanti tranquillamente nonstante tutto stia crollando, e che può convincerti a non cedere a chi presenta un piano per salvare tutto, società e centro sportivo. Senza far riferimento a qualcuno, ma parlando in generale. Che non si corra questo rischio, quello dell’orgolio sopra tutto: con la prima “risorsa” è andata malissimo. Torre del Grifo deve fare eccezione, come fatto negli ultimi anni.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.