Quale futuro per la panchina del Catania?

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Pubblicato: 11:12 - 7 Giugno, 2019


Smaltita, seppur non ancora del tutto, l’amarezza per l’eliminazione dai play off per il terzo anno consecutivo, il futuro del Catania continua ad apparire ai più ancora poco chiaro; non soltanto per quanto riguarda il futuro dell’assetto dirigenziale, con le figure di Lo Monaco e Argurio in primo piano, ma anche e soprattutto per quello che sarà chiamato a guidare la squadra dalla panchina, dato per assodato un nuovo allontanamento di Andrea Sottil. Tanti i nomi al vaglio della dirigenza etnea, forse troppi; alcuni realistici, altri affascinanti e altri ancora utopistici.

Le opzioni, al momento, sembrano essere principalmente quattro, tutte diverse tra loro per caratteristiche e passato: una prima via conduce all’ex Cristiano Lucarelli, a conti fatti il miglior tecnico degli ultimi quattro anni per quanto riguarda i risultati sul campo con un secondo posto in campionato e un’eliminazione ai rigori in semifinale play off, ma al contempo con dei precedenti non esaltanti con parte della tifoseria rossazzurra. Un’altra strada è quella che porta a Gianluca Grassadonia, reduce da un’esperienza non felice al Foggia e certamente voglioso di rilanciarsi in una piazza importante e blasonata come quella di Catania.

Continuando a girare la ruota troviamo poi il profilo di Giuseppe Scienza, leader tecnico delle ultime due – ottime – stagioni del  Monopoli, con un contratto che scadrà il 30 giugno 2019 e che con ogni probabilità non verrà rinnovato, rendendolo di fatto “disponibile” a chiunque volesse decidere di affidargli la panchina. Infine, seppur con percentuali minori rispetto ai primi tre, troviamo quel Carmine Gautieri che già quest’anno era stato avvicinato ai rossazzurri prima dell’avvento di Andrea Sottil. L’ex tecnico del Pisa è però fermo dall’ottobre 2017, dopo essere stato esonerato dalla società toscana, aspetto questo che potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio in termini di motivazioni e pressioni, specialmente in una piazza calorosa e pretenziosa come quella catanese.

Nomi, idee, supposizioni: siamo soltanto all’inizio di giugno, è vero, ma le esperienze del passato hanno insegnato che in questa categoria non ci si può permettere di perdere tempo, soprattutto in vista di un campionato di serie C che si preannuncia di livello ancor più alto rispetto ai precedenti. Ecco perchè il Catania deve trovare velocemente non soltanto, come detto, un’adeguata guida tecnica, ma anche un assetto societario definitivo che possa mettere a disposizione del nuovo allenatore una squadra completa e attrezzata per giocarsi al massimo le proprie possibilità di promozione, cercando di eliminare definitivamente il nome del Calcio Catania dalla lista delle iscritte sotto la nomenclatura “Serie C, girone C”.