Quella risorsa chiamata “panchina”

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Pubblicato: 09:35 - 20 Novembre, 2017


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Qual è la differenza, tecnica, tra una buona squadra e un’altra forte? La possibilità di schierare una formazione di qualità, certo: ma nel calcio, che fortunatamente non è mai una scienza esatta, i valori dei singoli contano fino ad un certo punto. Perché non tutte le partite si risolvono con gli undici iniziali: e a questo serve la panchina. Chiedetelo a mister Cristiano Lucarelli e al suo Catania, ancora una volta vittorioso grazie ad uno o più giocatori entrati a gara in corso.

La differenza sta tutta lì: merito di una campagna acquisti da applausi targata Pietro Lo Monaco e Christian Argurio, chiaro, ma anche di un tecnico che finora ha sbagliato (come da lui ammesso dopo la debacle con la Sicula Leonzio) davvero pochissime scelte, come dimostrano i risultati. Con la Virtus Francavilla, ad esempio: match bloccato nonostante il vantaggio, metti Russotto e che succede? Tre punti e tutti a casa. Contro il Bisceglie, complice il caso (l’infortunio di Blondett), trovi il raddoppio con Di Grazia. Ma non si tratta di fortuna: se, costretto a sostituire un difensore, inserisci un giocatore offensivo non si parla solo di “dea bendata”. Ci deve essere dell’altro, e infatti nella gara successiva ti ripeti per fugare ogni dubbio: a Pagani la tua squadra non gira come vorresti, ti giochi la carta “Marchese-Ripa” e due minuti dopo più tardi la risolvi, neanche a dirlo, con la rete di Ripa sull’assist di Marchese.

Ci vuole anche un pizzico di buona sorte, certo: quella che è mancata a Reggio Calabria, ad esempio, che decide di ripagare il debito a Castellammare contro la Juve Stabia. Non ti piace l’atteggiamento del tridente offensivo, lo cambi interamente e in più inserisci Mazzarani: il tabellino parla chiaro, 0-1, Spider-Mazza su punizione. Le parole contano poco, in questi casi: il resto lo racconta una panchina, quella del Catania, tornata ad essere dopo tanti anni una vera e propria “risorsa”. Definitiva differenza con ogni probabilità, tornando all’incipit, tra una buona squadra e un’altra forte.”