Salvo Pogliese a Catanista: “Stiamo lavorando a nuove soluzioni, ognuno faccia la propria parte”

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Pubblicato: 15:47 - 25 Novembre, 2019


Intervenuto nel corso di Catanista il Talk, il Sindaco di Catania e grande tifoso rossazzurro Salvo Pogliese, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“La mia è una lettera molto equilibrata con lo stile che sempre caratterizza qualsiasi posizione da me assunta su qualsiasi tematica, a maggior ragione sul Catania Calcio, che fa parte dell’identità della nostra città e della mia storia personale. Io ho chiesto, ritengo interpretando il pensiero di tutti i catanesi, chiarezza assoluta per capire quelle che sono le difficoltà dal punto di vista economico e finanziario che sta incontrando il Catania Calcio e ovviamente ho reiterato la disponibilità che abbiamo sempre dimostrato nei confronti della squadra più rappresentativa dal punto di vista calcistico della nostra città. Sinceramente non mi sarei mai aspettato una reazione in quei termini, ne prendo atto, ma ribadisco che ho interpretato il pensiero di tutta la Catania rossazzurra.

Io sono il Sindaco di questa città e devo assumere delle posizioni nell’interesse della nostra amata città. Quello che è successo ieri ritengo abbia rappresentato uno spettacolo indegno e non coerente rispetto alla tradizione della nostra città, assistere a quelle immagini dello stadio Massimino vuoto credo che abbia offeso la dignità di tutta la città e ciò è avvenuto non per problemi logistici dello stadio ma perché non sono state rispettate le norme. Io a tal riguardo vorrei chiarire, visto che in quella lettera è stato commesso un errore, io non posso sostituirmi né al questore né al prefetto sui temi della sicurezza pubblica. L’unico competente a tal riguardo è il questore, che ha applicato la legge e quindi nessuno può permettersi di rinfacciarci qualcosa di diverso rispetto a quello che è accaduto. Il numero degli steward in possesso della certificazione che viene rilasciata dalla prefettura non era sufficiente per aprire le tribune dello stadio, ma non era nemmeno sufficiente rispetto ad una proposta che io a microfoni spenti avevo esternato al prefetto e al questore facendo una riflessione: io dissi sabato al prefetto e al questore che, poiché alla fine chi veniva penalizzato era l’abbonato, se si poteva trovare una soluzione di mediazione attraverso la quale potevano aprire due soli settori dello stadio per garantire l’affluenza dei circa 6000 abbonati. In realtà c’era la disponibilità anche in tal senso ma ovviamente mi è stato detto che prima occorreva sapere quanti steward in possesso di quella certificazione il Catania Calcio forniva alla questura. In realtà il numero era inferiore a 40, perché poi i nominativi aggiuntivi che sono stati forniti in riferimento ai vigilantes, la norma consente l’utilizzo di esponenti alla vigilanza privata, soltanto in possesso di un corso specifico che in quel caso non è stato espletato. Quindi quel numero inferiore a 40 non avrebbe garantito l’apertura neppure di un settore dello stadio e quindi oggettivamente non c’erano margini di mediazione. Ribadisco che il Sindaco non può sostituirsi al questore o al prefetto, che hanno applicato la norma.

I rapporti con la società sono sempre stati ottimi, improntati alla reciproca collaborazione. Premetto che io comprendo le gravissime difficoltà economiche e finanziarie che incontrano tutte le società calcistiche a livello professionistico, soprattutto nel profondo Sud della nostra Nazione perché non bisogna dimenticare che fare sport a livello agonistico a Catania è cosa diametralmente diversa rispetto all’opulento Nord-Est della nostra Nazione o a Bergamo o Brescia in termini soprattutto di capacità di reperimento anche di sponsor privati aggiuntivi. Comprendo le difficoltà e non dimentico le soddisfazioni che questa società ha regalato ai tantissimi tifosi catanesi ma credo che la Lega Pro per il terzo anno consecutivo non rappresenti il palcoscenico naturale della nostra città e dei nostri tifosi. Noi siamo stati sempre fattivi nel cercare di risolvere i problemi che giornalmente si incontrano, e continueremo a farlo ovviamente perché è opportuno dire che il Catania Calcio è un patrimonio di tutta la nostra città, non soltanto del presidente, dell’amministratore delegato, dei tecnici e calciatori, e a tal riguardo ognuno deve essere conseguenziale.
Noi cercheremo di essere ancora più vicini al Catania Calcio, siamo cercando di trovare qualche soluzione che in questo momento per ovvie ragioni non posso esternare, ma è giusto che ognuno faccia la propria parte. Noi l’abbiamo sempre fatta senza polemica e con grande spirito di collaborazione, sinceramente quella risposta non me la sarei mai aspettata.

Noi finora abbiamo applicato le norme: per “affittare” lo stadio Massimino è necessario un quid domenicale, fra le altre cose noi siamo andati in dissesto e quindi è opportuno che si sappia che le normative in caso di dissesto impongono il pagamento di qualsiasi tipo di tariffa individuata dai regolamenti, che nel caso specifico è di 1500 euro a partita più iva. Questo è quello che ha fatto sempre il Catania Calcio, lo ha fatto nel rispetto delle norme che anche noi applichiamo oggi. Detto questo, noi stiamo immaginando altre soluzioni che per ovvie ragioni non posso esternare oggi, ma che mi auguro di esternare a breve, comprendendo le difficoltà del Catania Calcio.

Io sono un abbonato del Catania Calcio, non soltanto il Sindaco della città, e quindi credo che tutti i tifosi catanesi abbiano vissuto una giornata non piacevole. Oserei dire imbarazzante.
Il tifoso Salvo Pogliese non sta certamente bene, è preoccupato come tutti i tifosi catanesi ma con la responsabilità aggiuntiva di essere il Sindaco. Mi ero illuso dopo i sei gol fatti ad Avellino e le prime partite, poi quello che è accaduto dopo ci ha riportato alla triste realtà. Mi auguro che ci sia uno scatto di orgoglio da parte dei calciatori, perché sono consapevole che anche lì le condizioni economiche non aiutano a dare serenità ai giocatori, però mi auguro che l’attaccamento ai colori rossazzurri si manifesti con queste partite che mancano alla conclusione del campionato, quantomeno per conquistare i play-off che come sappiamo sono un terno al lotto. Sono stato sempre un inguaribile ottimista e mi auguro che finalmente potremo lasciare questa categoria.

Aiutare nel cercare acquirenti nel caso ci fosse bisogno? Intanto voglio capire quello che è lo stato dell’arte e quelle che sono le intenzioni della società, che spero di incontrare a breve anche perché comunque nella lettera il Catania Calcio ha esternato la disponibilità ad un incontro. Se si dovesse esternare l’intendimento di immaginare soluzioni diverse nel breve periodo, ognuno farà la propria parte. Voglio che mi si parli con il linguaggio della chiarezza e della verità che meritano i rossazzurri”.