Solidità sul futuro: A.A.A. Cercasi

Solidità sul futuro: A.A.A. Cercasi

Se da un lato bisogna rivolgere un plauso all’iniziativa della SIGI che non si ferma e, anzi, va avanti nonstante il terremoto di venerdì, dall’altro non vuol dire che non bisogna porsi delle domande sul tema. In primis perché in gioco c’è la sopravvivenza del Catania, secondo perché alcuni tra questi interrogativi siete stati voi, nostri lettori, ad esprimerli.

Uno dei più frequenti da venerdì scorso riguarda l’impatto economico generato dall’uscita di alcuni soci, che si tratti di Paladino, allontanato giustamente attraverso un’operazione di self cleaning, o che si parli di Consorzio Logatrans e Consorzio In&Out, usciti autonomamente (quota complessiva del 10%). L’avvocato Giovanni Ferraù è stato chiaro su questo, intervenuto ai nostri microfoni al termine della riunione: “Abbiamo compensato economicamente e finanziariamente l’uscita di alcuni soci. I soci che sono rimasti hanno dato disponibilità ad incrementare la loro partecipazione […] Confermato l’ingresso di altri cinque soci”. Da questo punto di vista, dunque, non dovrebbero esserci problemi: rimane da capire quale sarà la nuova distribuzione delle quote, soprattutto dopo l’uscita di Paladino (che non deteneva una quota proprio bassa). Attendiamo il comunicato che dovrebbe essere diffuso nella giornata di oggi.

Altri dubbi che ci avete rivolto nelle scorse ore riguardano i tre grandi imprenditori di cui si è sempre parlato: ci avete chiesto, ad esempio, “perché non entrano adesso, vista l’uscita di alcuni soci?”. Bella domanda. Dalla SIGI è sempre stato detto che sarebbero entrati dopo la conclusione dell’affare, quindi dopo un’eventuale passaggio di proprietà, ma è chiaro che anche in sede di discussione del piano industriale con il Tribunale la figura dei “grandi” porterebbe ulteriore fiducia, soprattutto dopo quanto avvenuto venerdì, e soprattutto dopo le parole dello stesso avvocato Ferraù: “Chiediamo ancora ad altri imprenditori la disponibilità di partecipare con la misura che è possibile dare, non disdegnamo di alcuna somma e di alcuna partecipazione. Ci fossero imprenditori anche più grossi, dico, benvengano”. Ci sono i tre grandi, quindi, giusto? Non prendetela come domanda irriverente, ma come domanda-curiosità sincera.

“Devo dire che dal medico all’azienda agricola mi hanno dato e ci hanno dato conferma di partecipare con somme che non sono enormi, ma che danno un segnale di voglia di esserci”: ascoltando anche queste parole dell’avvocato Ferraù, bisogna, giustamente, rivolgere un plauso a chi sta dentro, dal medico all’azienda agricola, profili che stanno provando oltre le loro possibilità a salvare l’11700. Che questo basti o meno sarà il Tribunale a dirlo: certo, alcune domande rimangono, ma rimangono perché in ballo c’è la vita del Catania. Con tempi stretti e tante incognite.

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