Sottil e giocatori: tra parole e campo

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Pubblicato: 17:07 - 12 Novembre, 2018


E’ il day after della prima, pesante, sconfitta casalinga. Sconfitte di quelle che fanno riflettere, da analizzare più volte cercando di capire da cosa bisognerebbe ripartire.

La partita di ieri pomeriggio contro il Catanzaro di Auteri, lascia in eredità tanti dubbi e poche certezze (oltremodo difficili da analizzare), ma anche atteggiamenti e dichiarazioni emerse nel corso del post-gara da parte dei protagonisti, che come minimo offrono spunti di riflessione non indifferenti.

Nello specifico Sottil alla domanda sulle impressioni riguardo la partita, nel corso della mix-zone trasmessa su Radio Cuore, ha trovato il colpevole nella brillantezza mancata soprattutto nel corso del primo tempo. Ancora niente problemi tattici, nessun accenno alla confusione che sembra esserci nella testa dei giocatori; si è stanchi, dunque.

Diverse le considerazioni di Lodi e Marotta, invece. Per l’ex Siena il problema non sarebbe né la condizione fisica, che a suo avviso non può essere una giustificazione, né l’approccio alla gara. Una questione di gioco, piuttosto, non soltanto dal punto di vista passivo, ma anche attivo. Per il numero dieci, invece, la stanchezza sarebbe stata causata dal correre a vuoto.

Difficoltà nel riuscire ad arginare gli avversari e soprattutto nel fargli male, che spiegherebbero gli zero tiri verso Furlan e la sempre più abituale capacità di regalare i primi tempi agli avversari. La verità è in questo momento una virtù esclusiva di tecnico e società, e con ogni probabilità sta come sempre nel mezzo: il Catania ha difficoltà fisiche (in questo senso, non così tanto utile la “sosta” ben vista dallo stesso Sottil dopo la partita di Monopoli) e di identità, ancora “implicita” nella propria rosa. La prossima squadra che affronteranno Marotta e compagni, la Juve Stabia dell’ex Caserta, rappresenta certamente il peggior avversario possibile al momento, ma anche il più grande stimolo che il campionato possa offrire; apparentemente brutti, incompleti e senza idee: quale miglior occasione per dimostrare di che pasta si è fatti?