‘Stop Player’: 7 punti persi nel finale. Paura, disattenzione o limiti tecnici?

‘Stop Player’: 7 punti persi nel finale. Paura, disattenzione o limiti tecnici?

Avremmo potuto sottolineare l’ottima prestazione di Sipos con un gol da favola ed un impatto positivo sul match, oppure avremmo potuto elogiare la giornata di grazia di Ceccarelli, apparso molto simile al fantasista intravisto nelle prime giornate, ma l’amarezza per l’ennesima beffa finale non può che trasformare il consueto ‘Top Player’ in un evidente ‘Stop Player’. Da ‘stoppare’, infatti, ci sono i giocatori avversari che troppo facilmente nei minuti finali riescono a decidere le partite, a rendersi protagonisti e a depredare di punti un Catania che però ci ha sempre messo del suo. Contro il Taranto, dopo una gara per larghi tratti dominata dal punto di vista del possesso palla, Claiton e compagni si sono consegnati per ben tre volte per colpa di errori individuali e di reparto che ormai sono il pane quotidiano delle domeniche rossazzurre.

Sul primo gol ci hanno pensato Maldonado e Claiton; sul secondo Maldonado e Calapai e sul terzo prima Cataldi e poi tutta la fase difensiva su palla inattiva, compreso uno spaesato Sala. Ma se sui primi due errori si può rimediare grazie alla propensione offensiva, nulla ma davvero nulla si può fare quando la disattenzione arriva nel finale. Ecco perchè le 6 reti subite negli ultimi 15 minuti rappresentano un fardello pesante che nell’economia della classifica ha privato gli etnei di ben 7 punti. Bari, Avellino, Campobasso, Foggia e Taranto cronologicamente parlando sono le gare in cui il Catania avrebbe potuto portare qualcosa a casa, ritrovandosi invece con un pugno di mosche, e ad impressionare è il fatto che il copione si sia sempre ripetuto in 3 delle ultime 4 giornate. 

Un saldo oltremodo negativo, dunque, quello legato alla differenza reti nei finali, visto che a fronte dei 7 punti persi c’è stato solo un gol che ha portato fieno in cascina, il rigore di Moro all’80° in quel di Picerno che ha consentito agli etnei di imporsi di misura. Paura, tensione, stanchezza mentale o errori per limiti tecnici? La domanda rimane sempre la stessa: perchè il Catania concede gol così elementari? Ma se in alcune circostanze, come affermato da Baldini, si tratta di regali poco allenabili, altre volte i difetti sono proprio di reparto. Mentalmente la squadra è reattiva, non molla, ma nei finali sta succedendo qualcosa a cui il tecnico deve porre rimedio immediatamente per evitare che si trasformi in uno di quei “tabù-ritornelli” sentiti  ripetutamente negli ultimi anni come le difficoltà in trasferta o la mancanza di una punta. La gara con il Potenza sarà l’occasione per rimediare, e magari cercare di mantenere finalmente la porta inviolata, ma i miglioramenti devono essere evidenti sia singolarmente che di gruppo perchè altrimenti l’unica parola da scrivere sarà ancora una volta: Peccato

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