Top Player: Sarao, di prepotenza

Top Player: Sarao, di prepotenza

Ingiusto e non troppo utile fermarsi agli interrogativi relativi alla sua esultanza: la rabbia calcistica trasformata in gol è sempre “cosa buona e giusta”, e se ci sono incomprensioni non è certo sui social, né con l’eco della piazza, che si risolvono. Forse c’è che Manuel si è un po’ stancato dell’etichetta di “lottatore a oltranza” e di “uomo della fatica e delle sportellate”: questo Sarao è pane per i denti del Catania affamato di reti, per determinazione e principio di costanza.

E’ anche la risposta, con qualche settimana di ritardo, alla domanda “Chi farà i gol di Pecorino?”, che in tanti si sono posti: e tutto questo al di là delle gerarchie. Magari non è proprio il titolarissimo in avanti, considerando il prossimo rientro di Volpe, che dovrebbe prendere posto al centro dell’attacco a tre (con Russotto e Piccolo nelle migliori delle ipotesi legate agli infortuni), ma il suo lo fa sempre, compreso ieri: al Catania, votato alla verticalizzazione e alle tracce offerte da Di Piazza e Russotto, serviva un punto di riferimento a conclusione dell’azione. Raffaele lo inserisce, lui si fa sentire: quarto gol di testa su 6 totali messi a segno in campionato (2 su rigore, con una media dello 0,33, di poco inferiore allo 0,35 che apparteneva a Pecorino in rossazzurro) e top scorer della squadra etnea. E non è mica scontato. C’è chi lo avrebbe voluto sul dischetto al posto di Dall’Oglio: per cosa, poi? Criticarlo se avesse sbagliato il rigore?

Sarao è questo: dal primo o a gara in corso, lotta e catalizza i palloni alti. Gioca di prepotenza: ci abbiamo fatto tutti l’abitudine. Non è bello a vedersi? E’ funzionale: Raffaele lo sa e lo indica con forza dopo il gol del Massimino, esultando insieme. Ci si è spesso chiesto, nelle recenti stagioni in Serie C, il perché dell’assenza di un giocatore come lui al Catania magari da affiancare, in termini di gerarchie, a un titolare. La risposta è stata servita in tre giorni, sull’asse Terni-Catania e sulla via del colpo di testa e della rabbia. Positiva.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

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